Echinops, ovvero il Cardo pallottola

L’Echinops, meglio conosciuta come Cardo pallottola, è una pianta molto decorativa, appartenente alla famiglia delle Composite ed originaria dell’Europa e del continente asiatico. E’ caratterizzata da fusti che possono raggiungere i 12o centimetri di altezza, con foglie basali riunite in rosette ed altre più piccole che crescono lungo i fusti. I fiori sono costituiti da capolini tondeggianti simili a cardi di colore bianco o azzurro e fanno la propria comparsa nella stagione estiva.

Solitamente l’Echinops cresce allo stato spontaneo, ma può anche essere coltivato in ambito domestico, sia come pianta decorativa che per la produzione di fiori recisi, particolarmente indicati nelle composizioni di fiori secchi. La coltivazione di questa pianta è abbastanza semplice e – collocazione a parte – non necessita di cure continue, resistendo anche alle avversità atmosferiche.

Henna: origine e uso di una pianta antica

Siamo tutti a conoscenza della tinta luminosa chiamata comunemente hennè, un preparato che si ricava dalla pianta Henna da cui trae il suo nome. In questo articolo ci occuperemo proprio della sua origine e del suo utilizzo come fonte di sostanza benefica, curativa e protettiva da parte di popoli che fin da tempi assai remoti cominciarono a diffonderne le proprietà e gli impieghi.

Il nome botanico di questa pianta è Lawsonia inermis, e deriva dal nome del medico botanico inglese John Lawson che la descrisse in un libro pubblicato a Londra nel diciottesimo secolo; inermis invece si riferisce al fatto che spesso la pianta è priva di spine.

Questa pianta è originaria dell’Africa nord-orientale e ancora oggi fra i maggiori produttori troviamo paesi come la Tunisia, l’Egitto, il Sudan e l’Arabia Saudita. In effetti, il nome Henna, quello con cui è maggiormente conosciuta, è arabo e rimanda all’impiego di questa pianta da parte di culture arabe-islamiche, che la utilizzano ancora oggi non solo per decorare il corpo (in caso di cerimonie, matrimoni o particolari rituali) ma anche come rimedio contro vari problemi legati alla pelle (infiammazioni, ematomi, foruncoli o herpes) grazie alle sue proprietà astringenti e antisettiche. Per questo risulta un buon tonico per la pelle di tutto il corpo, compresa la cute, dove riduce la produzione di forfora.

L’avocado: frutto, vegetale e grasso

In questo articolo ci occuperemo dell’unico alimento che si classifica, contemporaneamente, come frutto, vegetale e grasso: stiamo parlando  dell’avocado (famiglia delle Lauraceae), o aguacate nel suo nome originario spagnolo, un frutto dalla forma di “pera alligatore” che cresce in un albero sempreverde che può raggiungere i 20 m di altezza. La sua scoperta risale al tempo delle prime esplorazioni del continente americano, specialmente nella zona dell’America centrale, in particolare Messico e Guatemala. In epoca precoloniale l’avocado costituiva uno degli alimenti fondamentali nella vita del popolo Azteca e  del popolo Maya, e si pensava che fosse in possesso di proprietà afrodisiache oltre che nutritive.

Oggi l’avocado viene prodotto, oltre che nei paesi sudamericani, anche in Israele, Sud Africa, Spagna e ultimamente in misura crescente anche in Italia. Come abbiamo accennato all’inizio, l’avocado persenta delle proprietà che lo classificano come frutto per la sua origine botanica, come vegetale per l’uso culinario e come grasso per la sua capacità nutritiva data dalla presenza, in particolare, di grassi insaturigrassi omega-3.

L’orchidea Broughtonia

Tra la numerose orchidee presenti in natura, la Broughtonia è una delle più spettacolari per via della grandezza e del colore dei fiori. E’ caratterizzata da fusti lunghi fino a settanta centimetri, che portano foglie lunghe ed appiattite di colore verde chiaro. I fiori come detto sono di grandi dimensioni, riuniti in spighe terminali, ed assumono colorazioni che vanno dal giallo al rosa, dal lilla al viola, mentre gli ibridi assumono tinte molto più appariscenti.

La Broughtonia si coltiva in vaso, come esemplare singolo, e va tenuta in casa per gran parte dell’anno, a causa della scarsa resistenza alle temperature rigide. Nella bella stagione il vaso può essere collocato anche all’esterno, ma va comunque riparato dall’irradiazione diretta del sole, che porta all’ingiallimento delle foglie ed al deperimento della pianta. Per il resto, questa magnifica orchidea non richiede cure specifiche e particolarmente impegnative, adattandosi anche alle esigenze di ha poco tempo da dedicare al giardinaggio.

Fioriture primaverili: la Ginestra bianca

Solitamente la Ginestra viene associata al colore giallo, poiché gialli sono i fiori delle specie più diffuse. Ma sapevate che esiste anche una specie bianca di questa splendida pianta? Il nome specifico è Ginesta o Retama monosperma, meglio nota proprio come Ginestra bianca, appartenente alla famiglia delle Leguminose ed originaria della Turchia, sebbene sia diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo. E’ costituita da fusti sottili senza foglie e può raggiungere i 3 metri di altezza. I fiori sono di colore bianco e si manifestano nella tarda primavera o in estate.

La Ginestra bianca è una pianta che cresce per lo più allo stato spontaneo, ma non è detto che non possa essere coltivata in ambito domestico, sia in piena terra che in vaso, dove però raggiungerà dimensioni più contenute. La coltivazione è abbastanza semplice e non richiede cure continue, a parte una buona pacciamatura nel periodo invernale, quando le gelate rischiano di compromettere la salute dell’apparato radicale.

Euroflora 2011: torna l’importante manifestazione florovivaistica

Dal 21 aprile al 1 maggio torna a Genova “Euroflora”, l’esposizione floreale internazionale che, quest’anno è giunta alla sue decima edizione. Euroflora è la manifestazione florovivaistica più importante del Mediterraneo, nella quale vengono presentate tutte le novità del settore: dalla cura delle piante in vaso al giardinaggio, dall’arboricoltura al paesaggismo passando per l’ibridazione.

Oltre alla florovivaistica in sé, Euroflora pone un importante accento su temi legati all’ambiente di particolare attualità, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico all’ecosostenibilità, tramite la promozione di un rapporto equilibrato con la natura volto alla tutela della biodiversità.

Proprio in quest’ottica si pone lo slogan della manifestazione “Il fiore che unisce”, che è un invito a condividere l’amore per il pianeta e a rispettare la diversità dei popoli, un messaggio reso tramite l’universale linguaggio dei fiori.

Ibisco: i fiori che vivono solo un giorno

Esiste una pianta dalla curiosa particolarità di possedere l'”effimero” e il “durevole” come propria caratteristica: stiamo parlando dell’Ibisco (nome scientifico Hibiscus), che presenta una fioritura duratura, persistente, che ricopre tutta la stagione estiva, ma che è costituita da fiori la cui vita dura appena 24 ore, davvero fugace.

L’ibisco si presenta come un arbusto che può raggiungere persino i 4 m di altezza, ricco di fiori dalle svariate tonalità, che ravvivano le siepi e i giardini d’estate. Il valore ornamentale di questa pianta risiede proprio dalla lunga durata e dall’accattivante forma dei suoi fiori, dalla loro ampia dimensione e dal piacere dei cromatismi della corolla, costituita da petali che presentano, dalla base verso l’apice, una colorazione a sfumare.

Piante da siepe: il Ligustrum ovalifolium

Tra le piante da siepe più utilizzate alle nostre latitudini c’è il Ligustrum  ovalifolium (o Ligustro a foglie ovali), appartenente alla famiglia delle Oleacee ed originaria del bacino del Mediterraneo. Può assumere portamento arbustivo o di piccolo albero, non superando mai i 4 metri di altezza, con fusti eretti e foglie ovali e lucide, di colore verde brillante. I fiori sono piccoli e profumati, riuniti in pannocchie di colore bianco avorio, e fanno la propria comparsa nella tarda primavera o all’inizio dell’estate.

Generalmente il Ligustro a foglie ovali si coltiva in piena terra, vista la resistenza a temperature molto rigide, ma non è detto che non possa essere allevato in vaso, dove però raggiungerà dimensioni più contenute. Come detto in precedenza. è una pianta che si adatta perfettamente alla formazione di siepi, essendo in grado di creare delle vere e proprie barriere naturali che mantengono la foglia anche nella stagione autunnale.

Semi di girasole, proprietà

Ci occuperemo in questo articolo dei semi di girasole, che tutti conosciamo ma di cui forse ignoriamo le proprietà benefiche all’organismo.

I semi di girasole costituiscono i frutti della pianta annuale Helianthus Annus (nome scientifico del girasole), appartenente alla famiglia delle Asteraceae. I semi di girasole sono degli acheni, ovvero dei frutti secchi contenuti in un singolo seme. Come sostengono diversi studi, questi contengono delle proprietà che li rendono ottimi per il cuore e contro l’invecchiamento, più di qualsiasi frutta secca e di molti semi oleosi come le mandorle o le nocciole.

Presentano infatti un contenuto più abbondante di vitamina E, potente antiossidante che previene le malattie cardiovascolari e contribuisce a ridurre il rischio di cancro. Abitualmente, i semi di girasole risultano famosi per l’utilizzo del loro olio, ricco di acidi grassi insaturi. In realtà, già da un pò di anni, questi vengono impiegati dalla fitoterapia per usi terapeutici, per la proprietà antiossidante e per la presenza di altre componenti.

Semine di marzo: la Mimosa pudica

Tra le innumerevoli piante da seminare nel mese di marzo, vogliamo segnalare la Mimosa pudica, appartenente alla famiglia delle Fabacee ed originaria dell’America del sud. Si tratta di una pianta con fusti sottili e poco ramificati, ognuno dei quali porta numerose foglie pennate, costituite a loro volta da piccole foglie ovali di colore verde chiaro, che durante la notte o a contatto con un oggetto estraneo (ad esempio un dito) si ritraggono, ripiegandosi su se stesse (di qui il nome di “pudica” o “sensitiva”).

Nella tarda primavera e durante l’estate, la Mimosa pudica mostra il meglio della sua bellezza, producendo fiori simili a pompon di colore rosa, che nel corso delle settimane lasciano il posto ai frutti, costituiti da bacche rotonde riunite in grappoli. La Mimosa pudica è una pianta a crescita rapida e già dal primo anno di coltivazione regala ottimi risultati e fioriture spettacolari.

Lavori di marzo, le cure alle orchidee

Le orchidee sono piante molto belle ma anche piuttosto esigenti in fatto di cure, soprattutto per quello che riguarda umidità ed esposizione; è facile che le orchidee deperiscano durante l’inverno, in quanto, spesso, in questa stagione, non ricevono tutta l’umidità di cui hanno bisogno; per fortuna, però, siete ancora in tempo per intervenire ed evitare il completo deperimento della pianta.

La prima cosa da fare è inumidire bene il substrato sul quale vivono, che per essere quello giusto, dovrebbe essere un mix di corteccia e sfagno; per annaffiare il substrato potete usare lo spruzzatore, ovviamente senza esagerare, piuttosto ripetete l’operazione spesso in modo da mantenere l’umidità costante.

Molto spesso le orchidee vengono vendute in un vaso trasparente: questo perché in natura le radici svolgono parte della funzione clorofilliana, e quindi hanno bisogno di un vaso che lasci filtrare la luce; se avete messo il vaso in un coprivaso opaco, toglietelo subito e sistemate l’orchidea in un luogo luminoso e lontano da fonti di calore. Sotto al vaso mettere un sottovaso grande una ventina di centimetri pieno di argilla sempre bagnata in modo da garantire all’orchidea l’umidità giusta.

L’azalea, come curare malattie e parassiti

L’azalea è una pianta che appartiene al genere Rhododendron della famiglia delle Ericaceae. E’ caratterizzata da arbusti che raggiungono mediamente i 50-70 cm di altezza, formati da tralci semilegnosi a foglie caduche e fiori a 5 stami. Le dimensioni contenute la rendono adatta alla coltivazione in vaso, anche all’interno di appartamenti. Il fascino di questa pianta risiede nella sua fioritura, caratterizzata da fiori dalle svariate tonalità di colori che vanno dal bianco al rosso, raggruppati in mazzetti alle estremità dei tralci.

Ora vedremo come questa pianta può essere curata dalle malattie e dai parassiti che più la colpiscono. In primo luogo le malattie da fungo: marciume radicale e del colletto, perdita di foglie e boccioli che rinsecchiscono prematuri, sono patologie fungine dovute a una eccessiva umidità o ristagni idrici. Per combatterle bisogna migliorare il drenaggio e l’aereazione del terreno nonchè rimuovere e bruciare con tempestività le parti ammalate. Per quanto riguarda le innaffiature, è bene evitare di bagnare la parte aerea della pianta e di intervenire durante le ore calde della stagione estiva. In presenza di questo tipo di patologie è consigliato evitare concimi a base di azoto che normalmente le favoriscono.

Calla, varietà e cure

Ancora qualche giorno di pazienza e poi vedremo fiorire i primi esemplari di Calla (o Zantedeschia), pianta appartenente alla famiglia delle Aracee ed originaria del continente africano, molto diffusa anche alle nostre latitudini per via della facilità di coltivazione e della bellezza della fioritura. E’ caratterizzata da tuberi piuttosto consistenti e da foglie di colore verde scuro, che possono raggiungere anche i 45 centimetri di lunghezza. I fiori sono a forma di imbuto con uno spadice rinchiuso da una spata di colore bianco, giallo o verdastro.

La varietà di gran lunga più conosciuta è la Zantedeschia aethiopica, caratterizzata da foglie che sfiorano il mezzo metro di lunghezza, tra le quali spuntano fiori solitari costituiti da spadici gialli avvolti in spate bianche. Molto apprezzata è anche la  Zantedeschia elliottiana, con foglie cuoriformi punteggiate di bianco e spate di colore giallo. Da ricordare infine la Zantedeschia rehmannii, con foglie più strette rispetto a quelle delle altre specie, macchiate di bianco e lunghe fino a 30 centimetri. I fiori presentano spate che vanno dal rosa al rosso, dal giallo all’arancio, e fanno la propria comparsa all’inizio della stagione estiva.