Papaver rhoeas, ovvero il papavero comune

di gianni puglisi

Papavero è il nome comune di un genere di piante erbacee della famiglia delle Papaveraceae, al cui genere appartengono circa 125 specie; quella più conosciuta è il Papaver rhoeas, ovvero il classico papavero che si vede nei campi, una pianta diffusa in tutte le zone a clima temperato dell’Europa e dell’Asia. Il papavero comune, chiamato anche rosolaccio, possiede il fusto eretto ricoperto da peli grigiastri che, se tagliato, emette un liquido bianco; i fiori sono rossi con i petali molto delicati che spuntano da aprile fino a luglio; i frutti sono composti da capsule contenenti dei piccoli semi neri.

I fiori del papavero sono ermafroditi e sprovvisti di nettare per cui l’impollinazione avviene grazie agli insetti che sono attirati dai suoi colori vivaci. Nel papavero selvatico si trovano diversi principi attivi che sono contenuti nel latice che la pianta produce, sostanza che va usata con molta cautela, anche se non è pericolosa come quella del papavero da oppio.

Del papavero si utilizza tutta la pianta che va preferibilmente raccolta prima della fioritura, anche se i petali sono la parte più usata; una volta raccolti vanno seccati in un ambiente ombroso e caldo e conservati in un contenitore di vetro a chiusura ermetica.

I petali vengono usati come infuso e come decotto, perché posseggono proprietà calmanti e un po’ narcotiche, e per questo vengono usati contro l’insonnia e contro la tosse acuta; l’infuso di petali è utile anche per uso esterno in caso di mal d’orecchi e ascessi dentali. Impacchi di infuso di fiori sono validi come antinfiammatori e come tonico contro le rughe, e per questo sono usati anche dall’industria cosmetica.

I semi del papavero sono commestibili e quindi usati anche nell’industria dolciaria; vi si può ricavare un olio molto pregiato utile come lenitivo e decongestionante. I germogli di papavero si possono usare anche crudi in insalata, oppure cotti insieme alle minestre.

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