Piante medicinali: Assenzio, la magia della verde fata

di Redazione

L’assenzio presenta un fusto eretto, solcato da scanalature. Le foglie bi-tripennate sono di colore verdastro nella pagina superiore e bianco argentate nella pagina inferiore. I fiori sono gialli, riuniti in piccoli capolini e contenuti in un involucro verde-biancastro. La fioritura avviene in estate. La pianta può raggiunger il metro d’altezza.

L’assenzio è una pianta spontanea diffusa dal mare alla montagna, cresce lungo i bordi di strade e sentieri, nei luoghi incolti. Molto frequente in Italia.

Dell‘assenzio, si utilizzano le sommità fiorite e le foglie fatte essiccare in luogo ombroso e ventilato.

Avvertenze: si eviti l’uso prolungato d’assenzio. L’abuso è causa di gravi disturbi. L’essenza d’assenzio è un veleno.

L’assenzio è incompatibile con i sali di zinco, piombo, ferro. È controindicato l’uso ai soggetti biliosi e sanguigni, nelle irritazioni gastro-intestinali, alle donne che allattano, nei soggetti tendenti a congestioni cerebrali.

L’alto contenuto di principi amari rende l’assenzio utile a coloro che soffrono di disfunzioni digestive e inappetenza.

  • Contro l’inappetenza si pone a macerare 1 rametto della pianta in 1 litro d’acqua fredda per una notte, per poi berne un bicchierino 1/2 ora prima del pasto principale.
  • Per le digestioni difficili causate da pigrizia epatica, si pone in infusione 1 g di assenzio in 250 ml d’acqua per qualche minuto, per poi berne una tazzina dopo il pasto principale.
  • Come vermifugo l‘assenzio viene impiegato in combinazione con aglio. Allo scopo si utilizza l’infusione di 1 g di assenzio e 3 spicchi d’aglio frantumati e lasciati riposare per un quarto d’ora in 250 ml d’acqua bollente. Trascorso il periodo prescritto si filtra e si usa per clistere.

L’ assenzio non trova applicazione in cucina se non nella preparazione di alcuni aceti dal sapore amaro e nella confezione di liquori. Un tempo celebre, il liquore d’assenzio “Absinthe”, detto anche “verde fata” è stato proibito in quasi tutti i Paesi per molti anni, in quanto contiene un olio essenziale che in alte dosi è velenoso.


Curioso l’impiego dell’erba per combattere le pulci dei cani e per allontanare le cocciniglie dal giardino.

L’assenzio è un’erba comunissima che alcune volte raggiunge la frequenza dell’infestante.

Conosciuta dal popolo che l’additava volentieri come termine di paragone per indicare qualcosa di veramente amaro: “Amaro come l’assenzio“.

La pianta essiccata trovava impiego come antitarmico per conservare la lana.

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