Erbe aromatiche: il Cardo Mariano

di Redazione

Il Cardo Mariano è una pianta a fusto eretto e vigoroso, ha foglie grandi, lobate, dal colore verde intenso, lucenti con striature biancastre e bordo spinoso e ciliato. I fiori, di un bel color violetto sono circondati da brattee spinose e riunite in grandi capolini. La fioritura avviene in estate, e la pianta può raggiungere il metro e mezzo d’altezza.

Questa pianta a carattere seminfestante, è particolarmente diffusa nell’area mediterranea e principalmente nell’Italia del Sud e del Centro, più raramente nel Nord-Italia. Si rinviene con una certa facilità nei campi incolti, nei pascoli, lungo i margini dei sentieri, tra le macerie.

Di essa, si utilizzano le foglie, la radice e i semi. Le foglie van colte in primavera e fatte essiccare in luogo ombroso e ventilato, mentre le radici si asportano in primavera o in autunno. Mondate dalla terra si fanno essiccare dopo averle tagliate a pezzi. I semi si raccolgono per scuotimento dei capolini essicati.

Attenzione: i semi vanno usati solo dietro prescrizione medica.

 

Il cardo mariano godeva un tempo di molta stima nella medicina popolare, stima che è andata via via sfumando ingiustificatamente. La pianta infatti è ricca di virtù terapeutiche che la rendono preziosa in modo particolare nelle disfunzioni epatiche per combattere le infiammazioni e gli ingrossamenti del fegato, le malattie epatiche croniche, si utilizza il cardo mariano sotto forma di decotto. Allo scopo si pone 1 cucchiaio di cardo essiccato (foglie e radice) a bollire per 2-3 minuti in 250 mi d’acqua bollente. Trascorso questo periodo si filtra e se ne consumano un paio di tazze al giorno. Prima dei pasti nel caso di affezioni epatiche, mezz’ora dopo i pasti come eccellente colagogo. Lo stesso decotto consumato nelle medesime dosi, ha pure proprietà toniche e diuretiche.

20 g di radici di cardo mariano poste in infusione per un paio di giorni previa frantumazione in 1 l di vino bianco secco, conferiscono al liquore proprietà aperitive utili a quanti manifestano un appetito scarso.

Le giovani foglie mondate dalle spine e bollite e i fusti scorticati e bolliti per qualche minuto, cambiando 2-3 volte l’acqua per eliminare il sapore amaro e successivamente inteneriti a vapore, possono essere utilizzate come verdura da accompagnarsi preferibilmente con uova lessate. Il cardo mariano era utilizzato fin dall’antichità per l’azione stimolante che era in grado di esercitare sulla secrezione biliare. Questa proprietà deve essere attribuita principalmente alla silimarina, una sostanza in grado di svolgere un’azione favorevole nei confronti del fegato. Nelle campagne quest’erba veniva grossolanamente tranciata e distribuita al bestiame.

Commenti (1)

  1. vorrei sapere se i semi del cardo mariano si possono mangiare o preso come tisana, dove si acquista.

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