Una vita viziosa condizionata da alcool, tabacco, eccitanti, magari vissuta in un ambiente inquinato, non è certo un buon presupposto per mantenersi sani.
Aver cura del proprio corpo significa disporsi anzitutto nelle condizioni ideali per opporsi ai piccoli malanni. Certamente una tisana depurativa non si presenta attraente come una tazzina di caffè, ma ne possono bastare poche tazze per liberare l’organismo da una parte dei veleni che lo intossicano.

Più volte abbiamo toccato l’argomento delle piante medicinali ed oggi voglio illustrarvi le proprietà benefiche “naturali” di altre due pianticelle :

SALSAPARIGLIA

Noto anche come «smilace», questo picco­lo arbusto dal portamento rampicante, è comunissimo nell’Italia centro-meridionale, ma si può trovare anche sulle prime propaggini delle Alpi, nelle zone più assolate e protette dal vento.

Si coltiva con molta difficoltà per cui è consi­gliabile cercarla allo stato spontaneo. Volen­do tentarne la coltura, conviene moltiplicarla per talea o tentarne il trapianto.

Serve per preparare un’ottima tisana con­tro le impurità del sangue; questa tisana si prepara facendo bollire per 20 minuti due grammi di radice, estirpata in primavera, ogni 100 grammi di acqua. Il decotto si pren­de a bicchierini ogni mattina a digiuno. La “cura”, per avere una decisa efficacia deve es­sere eseguita in primavera. Pure assai effi­cace come antisudorifero, l’infuso di tre grammi di radice in 100 grammi di acqua, da prendere nella dose di due o tre tazzine al giorno.

SANTOLINA

Cespuglietto dalla vegetazione legnosa, alto circa mezzo metro, dal fogliame bianco e profumato su cui fanno spicco le corolle gialle a forma di capolino e riunite in maz­zetto. Cresce spontaneo nelle zone calde, anche presso il mare.

Si coltiva facilmente e può essere impiegato anche come pianta decorativa per roccaglie o bordure. Si moltiplica per divisione dei cespi in autunno. Non gradisce troppe annaffia­ture.

Serve a preparare un decotto con azione vermifuga e antispasmodica, che si prepara facendo bollire le sommità fiorite raccolte in giugno nella dose di 2 grammi ogni 100 di acqua; se ne bevono due tazzine al giorno. Le foglie fresche strofinate sulla pelle allon­tanano gli insetti.


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