Le piante portafortuna per il nuovo anno

di gianni puglisi

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Mancano veramente poche ore a Capodanno e se amate le piante non potete farvi mancare in casa quelle che beneauguranti per il nuovo anno. Quali sono le piante portafortuna? Naturalmente l’agrifoglio, il pungitopo e il vischio, da sempre avvolte da un’aurea di magia e al centro di tante leggende.

Grazie al suo colore verde e rosso, l’agrifoglio è da sempre considerato il simbolo delle feste, anche grazie alle sue deliziose bacche rosse che colorano le giornate invernali e che durano fino a primavera. Secondo la leggenda, Gesù Bambino avrebbe toccato alcune foglie di alloro portate in dono da un pastorello: al tocco di Gesù il verde dell’alloro sarebbe diventato più intenso e le lacrime del pastorello si sarebbero tramutate in bacche rosse.

Anche il pungitopo è una delle piante tipiche delle festività invernali e, anche in questo caso, lo si deve alle bacche rosse molto decorative che resistono per tutto il periodo invernale.

Ultimo della lista, ma non per importanza, è il vischio, la pianta di Capodanno per eccellenza. Il vischio è una pianta molto antica e, secondo la leggenda, le sue bacche color perla nacquero quando la dea anglosassone Freya, grazie alle sue lacrime, riportò in vita il figlio ucciso con freccia fatta con rami di vischio. Le lacrime della dea i trasformarono in bacche perlacee e, da allora, questa pianta divenne simbolo di vita e di amore. Basti pensare che, sempre secondo la leggenda, quando due nemici si incontravano sotto a una pianta di vischio, dovevano concedersi una tregua.

Sempre alla leggenda di Freya è legata la tradizione di baciarsi sotto al vischio; la dea, protettrice degli innamorati, dopo aver riportato in vita il figlio, chiese che chiunque passasse sotto l’albero si baciasse in suo onore, ricevendo in cambio protezione e amore immortale.

A prescindere dalla pianta che sceglierete come portafortuna per l’anno nuovo, noi di Pollicegreen vi auguriamo un 2014 sereno e ricco di soddisfazioni. Continuate a seguirci!

 

Photo Credit | Thinkstock

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