Le leggende natalizie legate all’agrifoglio

di gianni puglisi

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Ieri vi abbiamo parlato delle leggende natalizie legate al ginepro, oggi è il turno di quelle collegate ad una delle piante simbolo del Natale, ovvero l’agrifoglio, di cui vi abbiamo già indicato le caratteristiche botaniche.

L’agrifoglio è considerato una pianta magica fin da prima dell’arrivo del Natale cristiano, perché si dice che portasse fortuna e proteggesse dai demoni; con il passare del tempo i cristiani iniziarono ad usare questa pianta come decorazione per il periodo di Natale, in quanto la forma delle sue foglie ricordava la corona di spine i Gesù e le bacche rosse il suo sangue; inoltre i boccoli bianchi simboleggiano la purezza della Madonna.

Ma non solo; infatti, secondo la leggenda un piccolo orfanello, saputa la notizia della nascita di Gesù si recò a Betlemme e sulla via intrecciò una corona di rami d’alloro da offrire a Gesù Bambino; appena deposta la corona si vergognò del suo misero dono e si mise a piangere; allora Gesù, toccando la corona, fece diventare le foglie di un verde intenso e brillante e tramutò le lacrime dell’orfanello in bacche rosse.

Tra le credenze che legano l’agrifoglio al Natale ce ne una che dice che dal tipo, o meglio dal grado di affilatura delle foglie, dell’agrifoglio che per primo veniva portato in casa a Natale si poteva capire chi dei due coniugi avrebbe avuto più potere nell’anno nuovo; inoltre, se l’edera era considerata una pianta che portava fortuna alle donne, si diceva che l’agrifoglio fosse favorevole agli uomini.

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