Significato dei fiori: l’artemisia

di Valentina

L’artemisia è senza dubbio una delle piante più interessanti presenti nel nostro paese. La sua coltivazione è secolare, e la sua crescita spontanea una delle più diffuse fin dall’antichità. Scopriamo insieme anche il suo significato nel linguaggio dei fiori.

L’artemisia è una composita appartenente alla famiglia delle asteracee. Si tratta di una pianta utilizzata da millenni. Si hanno notizie tramite Plinio, che il suo nome fosse ispirato direttamente ad Artemisia, la regina di Caria che fece costruire il Mausoleo di Alicarasso, una delle sette meraviglie del mondo. Prima di quel momento si reputa che il suo nome, tra gli antichi abitatori del Mediterraneo fosse “partenide”. Un’altra corrente di pensiero vuole il suo nome legato a quello della dea greca Artemide.

Giochi semantici a parte, questa pianta, capace di dare vita a bellissimi fiori estivi e tardo-primaverili in alcune zone, veniva utilizzata per curare le malattie delle donne ed in particolare con mirra, fico ed olio iris per ripulire l’utero delle donne dopo il parto (l’uscita della placenta, N.d.R.) o in caso di aborto. Tra le sue proprietà, più magiche che mediche, era possibile trovare la capacità di eliminare la stanchezza di chiunque ne portasse in mano un rametto nel corso di una lunga camminata e quella di eliminare il malocchio e scacciare i demoni. Nel medioevo veniva considerata la “madre di tutte le erbe” e correntemente utilizzata per espellere i feti morti dall’utero delle donne dopo l’aborto, per favorire la regolarità mestruale e per curare i reni e l’ittero. Veniva addirittura utilizzata come antagonista dell’oppio. Il suo significato nel linguaggio dei fiori è molto positivo, esprime infatti serenità, felicità, salute. E’ un fior da regalare per ringraziare di quello che ci viene donato ogni giorno.

Con l’iperico condivide il nome di Erba di San Giovanni ed è conosciuta nella tradizione cristiana per essere l’erba cresciuta nel Paradiso terrestre lungo la strada sulla quale strisciava il serpente per raggiungere l’albero della conoscenza del bene e del male.

Photo Credit | Wikipedia

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