Tulipifero o liriodendro: in lui la storia delle piante

di Valentina

Sapevate che il tulipifero, una fioritura primaverile di tipo arboreo, racchiude in se stessa tutta la storia delle piante angiosperme fin dall’antichità?

Se vi state chiedendo cosa abbia di straordinario questa pianta, il liriodendron tulipifera (conosciuto anche come l’albero dei tulipani, N.d.R.) è presto detto. Il suo patrimonio genetico è pressoché rimasto invariato,  uguale a come era milioni di anni fa. Questa particolarità ha dato modo ai ricercatori dell’università dell’Arkansas, di recente,  di ricostruire il genoma ancestrale delle piante dotate di fiori. Questo tipo di scoperte non solo ci consente di comprendere meglio il mondo che ci circonda, ma ci aiuta a gettare le basi per creare ibridi e conservare meglio gli esemplari verdi attorno a noi.

Tornando alla pianta, il tulipifero, nello specifico, è un albero molto simile alla magnolia ed è una delle piante decorative più interessanti sul nostro pianeta presenti in forma arborea. Nel nostro paese la fioritura inizia ad aprile e perdura nell’estate, fattore che lo colloca tra le fioriture primaverili più interessanti. Si tratta di una pianta originaria del Nord America e si adatta abbastanza facilmente, al pari della magnolia, ad essere coltivato nei nostri ecosistemi. Il liriodendro non solo dà vita a fantastici fiori bianchi pieni di sfumature di forma simile ai classici tulipani, ma possiede un colorazione fogliare molto intensa in ogni stagione. E se in quelle calde è il verde lussureggiante ed intenso a farla da padrona, d’autunno è decisamente facile ritrovarsi ad ammirare una chioma di colore giallo particolarmente intensa e d’effetto.

Il liriodendron tulipefera poi ha una particolarità in più rispetto agli altri alberi della sua famiglia: è in grado di crescere in altezza fino a raggiungere i 30 metri ed oltre. E’ un esemplare di tulipifero l’albero più alto d’Italia, lo sapevate? Ecco qualche consiglio per la sua coltivazione: esposizione in pieno sole ma annaffiature regolari nel periodo estivo alle quali devono essere aggiunte una copertura delle radici negli esemplari più giovani a causa del gelo. E non dimenticatelo: è un vero e proprio pezzo di storia.

Photo Credit | Thinkstock

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