L’ernia del cavolo, malattia fungina

di Valentina Commenta

ernia cavolo malattia funginaL’ernia del cavolo è una malattia fungina che colpisce le cavolacee portando al deperimento della parte area della piante. Essa provoca dei rigonfiamenti molto simili ai tumori, penetrando nelle radici. Vi sono delle condizioni ben precise che portano al suo sviluppo e riguardano in particolare la bassa acidità del terreno e l’eccessiva umidità: cerchiamo di capire come combatterlo.

La particolarità dell’ernia del cavolo è data, in buona parte , dalla sua resistenza: il suo fungo ( Plasmodiophora brassicaceae) è infatti in grado di sopravvivere per oltre 10 anni nel terreno se non combattuto. La trasmissione di questa malattia avviene essenzialmente attraverso il letame usato per la concimazione. E’ possibile prendere delle misure preventive per difendersi che constano essenzialmente nel controllo del PH del terreno. Se lo stesso è inferiore a 6 è necessario intervenire con l’immissione di sostanze calcareee.  Un’alternativa può essere il trattamento del terreno con anticrittogamici, ma sempre prima dell’impianto del cavolo.

Se il fungo si espande nel corso della coltura, non si può fare altro che estirpare le piante di cavolo, comprensive di radici e bruciarle. Per capire se le piante sono infettate, basta osservare le foglie. Se presentano del marciume, avvizziscono e si seccano senza apparente motivazione, con molta probabilità sono state colpite dalla malattia: vanno estirpate. Le piantine sane possono essere trattate con fungicidi a base di zolfo.

Vi è un metodo sicuro di combattere all’origine questo fungo, d ogni modo, ed è quello di spargere almeno 10-12 giorni prima del trapianto delle piantine, la calciocianamide, un concime a base azotato che fornisce al terreno ed alle colture la giusta dose di azoto e calcio e contemporaneamente  li protegge. E’ necessario che lo stesso sia interrato ad una profondità di 8-10 cm. La necessità di attendere tra la concimazione e l’impianto del cavolo è data dal bisogno di dare al concime il tempo giusto di trasformarsi nei nutrienti. Per aiutare il processo, si può irrigare leggermente il terreno dopo la posa.

Photo Credit | Thinkstock

google-max-num-ads = "1">