Semine di marzo, gli asparagi

di Daniela 2

L’Asparagus officinalis è una piante erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Liliaceae; questa pianta è provvista di un rizoma sotterraneo chiamato zampa, dal quale spuntano i turioni, ossia i germogli commestibili, che devono essere raccolti non appena escono dal terreno.

L’asparago è una pianta doica, ossia i fiori maschili e femminili si trovano su piante diverse; sopporta bene sia il caldo che il freddo e il terreno ideale nel quale coltivarlo è quello sciolto e molto fertile. La coltura degli asparagi è poliennale, nel senso che bisogna aspettare il terzo anno dalla semina per poterli raccogliere, in compenso però, è una coltura che garantisce molti anni di produzione.

Come seminare gli asparagi

La riproduzione degli asparagi può avvenire sia per semina che mettendo a dimora le zampe, ossia i rizomi, acquistabili presso i vivai. Se decidete di procedere con la semina, effettuatela all’inizio della primavera munendovi di un semenzaio e di semi di ottima qualità, da disporre alla profondità di un centimetro in file distanti circa trenta centimetri l’una dall’altra; per favorire il germogliamento, immergete i semi in acqua per qualche ora.

Una volta che le piantine saranno spuntate, dopo circa trenta giorni, effettuate il diradamento mantenendo una piantina ogni dieci centimetri, annaffiate e zappettate; l’anno successivo, da metà febbraio fino ad aprile, saranno disponibile le zampe da impiantare nel terreno. Il trapianto delle zampe si effettua da novembre a marzo, mettendole a dimora in buche profonde circa venti centimetri in file distanti l’una dall’altra una quarantina di centimetri.

Per quanto riguarda le cure colturali da riservare agli asparagi appena impiantati, è molto importante arieggiare il terreno e tenerlo libero dalle erbe infestanti; in autunno scalzate le piantine ed eliminate gli steli ingialliti, e il secondo anno sostituite le zampe che non sono attecchite. Le annaffiature devono essere effettuate al momento dell’impianto e in poi se la stagione è particolarmente siccitosa. Le concimazioni vanno effettuate al momento dell’impianto, interrando del concime organico ad una profondità di circa 40 centimetri.

La prima raccolta si effettua al terzo anno di coltivazione, generalmente nel mese di aprile per circa trenta o quaranta giorni, e si fa asportando il turione appena spuntato.

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  • cataldopietro

    ma ho capito bene semino oggi e raccolgo fra tre anni””?????!!!!!!!!???????

    • Marion

      Dal terzo anno in poi il raccolto inizia a farsi significativo, mentre i primi due anni è limitato. 😉