25 aprile: perché si posa una corona d’alloro

di Valentina

Oggi è il 25 aprile, giornata in cui l’Italia celebra la liberazione dal nazifascismo e la fine della guerra. La tradizione vuole che venga posata, sull’altare della Patria a Piazza Venezia a Roma, ed in ogni luogo oggetto della celebrazione dei caduti, una corona funebre composta da alloro. Perché si sceglie questa pianta?

Partiamo da un piccolo presupposto, molto semplice. E’ tradizione onorare con corone di fiori i morti. Per secoli è stato fatto e questa usanza è pienamente viva ai nostri giorni. Di norma, si utilizzano i fiori che sono piaciuti in vita al defunto, o quelle fioriture che in qualche modo, a causa del loro significato, hanno man mano conquistato una valenza di celebrazione del trapasso.  Quando si vogliono ricordare dei caduti in guerra è però  l’alloro ad essere scelto. Semplice, profumato e monocromatico. La scelta in particolare è dettata da un fattore: ciò che esprime nel linguaggio dei fiori. Esso è l’essenza stessa della celebrazione, della gloria, dell’auspicio. Ci avete fatto caso che   questa pianta viene scelta anche per fare delle piccole corone da posare sul capo dei neo-laureati? E’ la pianta che quasi tutti i governi europei, per la sua “neutralità” scelgono di utilizzare nel corso di ricorrenze di ogni tipologia.

Qui in Italia il 25 aprile, giorno della Liberazione, si vogliono onorare le persone morte o assassinate da chi ha invaso il paese, si vuole celebrare il sacrificio di chi per ridare libertà al popolo italiano, ha sacrificato la propria vita. E l’alloro è considerato una pianta dalle molteplici valenze e che, passateci il termine, non fa torto a nessuno né con il suo aspetto, né con il suo simbolismo. E’ la pianta che viene usata anche per le corone funebri poste davanti al luogo di una strage, o di un attentato. E’ il simbolo del lutto pur non essendolo strettamente perché simbolo di celebrazione.

E’ un fiore “apolitico” ed anche questo, va sottolineato, è un suo pregio.

Photo Credit | Thinkstock

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