Felci, approfondiamone la conoscenza

di Redazione

Come abbiamo visto ieri nell’articolo sulla moltiplicazione delle piante , le specie ornamen­tali fra le più decorative e simpatiche che esistano, sono le felci ed è di queste belle piante ornamentali che ci comincieremo ad occupare da oggi e nei prossimi giorni. 

Le specie raggruppate sotto il termine ge­nerico di «felci» sono moltissime: circa 9000, tra cui esistono pianticelle alte pochi centimetri e le imponenti felci arboree australia­ne, che sono veri e propri alberi alti anche 25 m. Esistono specie spontanee anche nel nostro Paese e specie di origine esotica, coltivate come piante ornamentali da ap­partamento.

Il terriccio ideale è quello costituito da 2/4 di torba, 1/4 di sabbia e 1/4 di terra nor­male.

L’esposizione deve essere assolutamente om­brosa, al riparo dal vento. Nelle regioni del Nord Italia le felci normalmente perdono le foglie, che rivegetano in primavera. È opportuno proteggere i cespi, alla fine dello autunno, con foglie secche.

 

La concimazione consiste nell’aggiunta di fertilizzante organico alla terra, da effettuarsi con buon anticipo sulla data di impianto, e si completa con somministrazioni quindi­cinali di estratto di alghe opportunamente diluito in acqua. Ogni settimana è necessa­rio irrorare le foglie con acqua e 5 gocce di stimolante ormonico.

Le annaffiature devono essere effettuate in modo che il terriccio appaia sempre fresco ma non troppo inzuppato d’acqua. È un grave errore lasciare costantemente un piat­to con acqua sotto i vasi di felci perché le radici corrono il rischio di «asfissiare»; que­sta pratica è raccomandabile se il «bagno» si limita a due ore al giorno: in questo caso la pianta assorbe il liquido necessario ed ha il tempo di espellere quello eccedente. Ottima soluzione, per quanto riguarda le annaffiature, è quella di coltivare le felci nei vasi a riserva d’acqua.

La moltiplicazione delle felci avviene attra­verso la disseminazione delle spore (cellule della riproduzione): è una pratica da effet­tuare in serra e da affidare a personale spe­cializzato. Comunque, volendo ottenere un nuovo esemplare da una pianta madre, è sufficiente suddividere il cespo. La suddivi­sione si esegue alla fine dell’inverno, prima che venga l’emissione delle nuove foglie. È bene tener presente che va eseguita con discrezione, dividendone il cespo radicale in 2-3  parti.

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