Il roseto comunale di Roma

di Marion

Il roseto comunale di Roma sorge attualmente su un’area che ospitava il capitolino cimitero ebraico prima che questo fosse trasferito al Verano, ossia sulle pendici dell’Aventino, appena sopra il Circo Massimo. Sembra che questo sito fosse dedicato al culto dei fiori sin dal III secolo a.C. poichè, secondo quanto riportato da Tacito negli Annales, nei suoi pressi sorgeva un tempio dedicato alla dea Flora e che sin dal ‘600 ospitasse esclusivamente orti e vigneti.

Il roseto si estende su una superficie di 10.000 metri quadrati e ospita al suo interno 1.100 specie di rose provenienti da tutto il mondo: fra le più interessanti, almeno dal punto di vista botanico, la rarissima Rosa chinensis viridiflora, dai petali verdi e la Rosa chinensis mutabilis, che cambia colore sette volte in cinque giorni: dal bocciolo rosso fiorisce infatti un esemplare prima arancione, poi giallo, che diventa color crema, rosa chiaro, rosa intenso e infine cremisi. Sicuramente da non perdere, anche la maleodorante (strana caratteristica per una rosa!) Rosa foetida, proveniente dalle impervie montagne del Caucaso. Mentre fra le rose antiche, spiccano senza dubbio le rose Damascene e le rose Galliche.

Dunque se amate le rose non potete non visitarlo ma anche nel caso che la regina dei fiori non vi appassioni più di tanto vale sicuramente la pena di farci un salto se vi trovaste a passare dalla capitale. Il roseto di Roma è aperto al pubblico da maggio, quando comincia la fioritura delle rose, a novembre, tutti i giorni (inclusi i festivi) dalle 8.00 alle 19.30 e l’ingresso è gratuito. Si accede da Via Valle di Murcia.

Un’ultima curiosità: i vialetti del roseto visti dall’alto hanno la forma di una menorah, il candelabro a sette braccia simbolo dell’ebraismo, questo in ricordo del preesistente luogo sacro e in segno di riconoscimento alla comunità ebraica che ha permesso il sorgere del roseto su un luogo sacro.

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