Impollinazione a rischio, le api non “sentono” più i fiori

di Valentina

Spread the love

L’impollinazione è a rischio. Non solo perché pesticidi ed insetticidi stanno man mano uccidendo anche gli insetti buoni, ma anche perché il gas serra sta togliendo a quelli rimasti la possibilità di sentire i fiori.

Alti livelli di ozono, è evidente, sono deleteri da qualsiasi punto di vista la situazione venga osservata. E l’aumento già archiviato, insieme a quello futuro, potrebbero davvero mettere a repentaglio l’impollinazione dei fiori ancor più di come già accade. Questo è un fenomeno molto forte nelle città, e non sembra risparmiare negli ultimi tempi nemmeno le api e gli altri insetti nelle campagne, così come indica uno studio condotto a Barcellona da Gerard Farré-Armengol e pubblicato sulla rivista di settore New Phytologist.

Per verificare le loro ipotesi i ricercatori hanno preso degli esemplari di senape nera, pianta erbacea appartenente alla famiglia delle brassicace ed hanno mostrato come le alte concentrazioni di ozono portano il profumo della stessa a degradarsi velocemente nell’aria, rendendo molto più breve il tempo in cui l’odore della senape permane nell’aria. La sperimentazione è stata condotta con degli esemplari di bombo terrestre, un impollinatore molto simile al calabrone. Ed i risultati, come anticipato, hanno confermato che gli alti livelli di ozono inibiscono molto le capacità degli impollinatori. Spiega il ricercatore:

Le sostanze chimiche volatili che costituiscono i profumi dei fiori sono fondamentali per l’impollinazione di molte piante che si affidano agli insetti per la riproduzione. A causa delle alte concentrazioni di ozono i profumi dei fiori possono scemare velocemente e perdere la loro funzione biologica.

E’ ora di fare attenzione al nostro pianeta.

Photo Credits | Amit Erez / Shutterstock.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.