Tecniche di moltiplicazione: “innesto a incastro, a corona e per approssimazione

di Redazione

Abbiamo ormai chiaro che, l’innesto è un sistema di moltiplicazione che consiste nell’unione di due parti di specie diverse allo scopo di ottenere una nuova pianta; e che,  in base alle tecniche utilizzate per eseguire questa operazione, si può dar vita a vari tipi di innesti.

Ieri abbiamo visto gli “innesti a gemma” e gli “innesti a marza“, oggi vi illustrerò gli “innesti a incastro“, gli “innesti a corona” e gli “innesti per approssimazione“.

Gli innesti a incastro, si hanno quando nel «por­tinnesto» si pratica una cavità in cui si in­serisce, o meglio si incastra, la porzione di pianta che si desidera riprodurre;

L’innesto a corona invece, si attua inserendo le por­zioni di ramo recanti le gemme, fra la cor­teccia e il legno del portinnesto; questo tipo di innesto si esegue in primavera avanzata; e può essere:

  • a penna: il nesto viene preparato tagliandolo obliquamente, mentre la corteccia del por­tinnesto viene incisa longitudinalmente in modo da accogliere il nesto;
  • a becco di luccio o «a becco di clarino»: è simile al precedente, solo che si effettuano due tagli;

In ultimo vedremo l’innesto per approssimazione, il quale si esegue to­gliendo la corteccia per un certo tratto su due rami delle piante che si vogliono inne­stare fra loro; si legano strettamente i due rami per far combaciare le parti decorticate.

Praticare un innesto non è semplice: quindi chi desidera cimentarsi in questa tecnica di alto giardinaggio, oltre a consultare una pub­blicazione di carattere specifico, deve (cosa ancora più consigliabile) farsi illustrare da esperti come si esegue praticamente questo intervento. Una volta appresa, è una tecnica che da molte soddisfazioni. Per avere un’idea dei risultati più… sensazio­nali dell’innesto, basti dire che qualche ama­tore è riuscito a far fiorire su uno stesso ro­saio rampicante, a varie altezze, rose di quat­tro o cinque colori diversi.

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