Innesto: le sotto-tipologie di quello a gemma

di Valentina

Oggi inizieremo a spiegare, in maniera semplice e concisa le diverse sotto-tipologie di innesto che alcune delle tecniche da noi già affrontate presentano. Un contadino che da tempo lavora la terra e possiede un suo frutteto sa come regolarsi, alla stessa maniera di un agronomo o di uno specialista di innesti floreali. Gli appassionati di giardinaggio, pur possedendo pollice verde, non sempre sono adeguatamente informati: tentiamo di eliminare tale divario.

Abbiamo visto come si affronta un innesto a triangolo. Ed ancora come mettere in pratica sui nostri alberi un innesto a gemma. Non vi abbiamo però ancora raccontato le tipologie di azione che vengono scelte, in base alla pianta sulla quale operare, rispetto a questo intervento. Lo facciamo ora. Tra le diverse tipologie di innesto a gemma possiamo incontrare le seguenti tecniche:

A pezza o tassello: si tratta di una tipologia di intervento che viene utillizzata su alberi particolari come gli ulivi, il noce ed il kaki, sia nel periodo di “riposo” della gemma, sia nella sia fase attiva. A differenza  di quella a scudo, la gemma è praticamente avvolta  da una porzione di corteccia quadrangolare delle stesse misure della corteccia asportata nella quale la gemma viene inserita.

Ad occhio o scudetto:  si tratta di una tipologia di innesto fortemente praticata nei vivai. La marza è costituita semplicemente da una gemma estrapolata da rami di una certa consistenza e ben lignificati. Il diametro del porta innesto deve avere delle dimensioni essenzialmente ridotte, specialmente se costituito da piante da talea o seme. Si agisce tagliando la corteccia del rametto incidendo due tagli a formare una T. I due lembi faranno da contenitore allo scudetto.

A doppio scudo: si agisce essenzialmente come in caso di innesto a scudetto, solo che tra la marza ed il portainnesto di inserisce un terzo elemento a forma di scudetto. Si tratta di una tecnica molto  sfruttata per gli alberi da frutto quando si ha intenzione di abbattere il problema della disaffinità. In questo modo l’elemento funziona da ponte di unione dei due elementi rendendo favorevole la riuscita del tutto.

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