Innesto: tipologie di disaffinità

di Valentina

Parliamo ancora di innesto. Si tratta di una branca agronoma decisamente vasta e importante da conoscere, almeno nelle sue regole basi. Abbiamo scoperto che la temperatura per far si che un operazione riesca deve essere alta ed umida, al punto di forzarla se non è possibile ottenerla naturalmente. Ed ancora che senza la strumentazione giusta è difficilissimo preparare un portainnesto ed una marza degni di questo nome. Abbiamo scoperto che questi interventi possono non andare a buon fine se vi è disaffinità: scopriamone le tipologie principali.

Prima di tutto vi è la disaffinità totale: si tratta di una tipologia di incompatibilità che si mostra subito nell’innesto. Nel momento del processo di saldatura non avviene la formazione del cambiforme, conosciuto comunemente come callo.

Ve ne è poi un’altra conosciuta sotto il nome di disaffinità ritardata con discontinuità dei tessuti: si tratta di un incompatibilità che si manifesta con un cambio di tipo discontionuo. Questo perché le piante producono della parenchima al posto dello xilema, ostacolando il passaggio delle sostanze nutritive tra l’innesto e la sua base. Si tratta di una disaffinità evidenziabile a livello visivo e che può essere superata atraverso l’interposizione di un “intermediario”.

Vi è poi la disaffinità ritardata senza discontinuità dei tessuti: in questo caso non vi sono problemi evidenti nei tessuti vicini all’innesto  ma con il tempo appare evidente una degenerazione del floema (l'insieme delle sostanze nutririve di una pianta, n.d.r.), causa questa di una forte diminuzione dei  nutrienti. Purtroppo si tratta di un processo senza soluzione, nemmeno con l’ausilio di intermediari.  Ed infine vi è la disaffinità indotta da agenti patogeni: essa si palesa quando ad interporsi nella buona riuscita di un innesto vi sono dei virus o dei funghi che attaccano il portainnesto o la marza in prossimità dell’intervento.

Sono diverse e di diversa “natura” biologica le teorie sulle cause della disaffinità: esse passano da uno scambio errato di proteine fin o ad arrivare alla “pressione” nel punto della ferita. Ma è altresì innegabile che alcuni innesti non riescano a causa dello sviluppo di sostanze tossiche  causato dall’unione di sostanze presenti in alcune specie di piante.

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