Innesto a triangolo: le fasi

di Valentina

L’innesto è una delle pratiche più utilizzate in generale nel mondo dell’orticoltura e della floricultura quando si ha la necessità di variare la specie. Oggi nello specifico affronteremo le fasi dell’ innesto a triangolo , una tecnica particolarmente utilizzata quando si deve operare sugli alberi da frutto. Si tratta di un intervento  dei più comunemente utilizzati sull’albero di melo, per variare la specie di coltura di piante che hanno già raggiunto la maturità.

Se non si è esperti, è bene che questa operazione venga svolta da un agronomo: solo in seguito, quando si sarà affinata la tecnica e si avrà capito “dal vivo” il funzionamento della stessa sarà possibile dedicarcisi da soli. Per ciò che riguarda l’innesto a triangolo  se il tronco principale non è di eccessive dimensioni, si può praticare un unico innesto per pianta. Ove così non fosse, è consigliato agire sulle due, a volte tra branche principali, ripetendo l’intervento.

Si tratta di una tecnica che deve essere messa in atto durante il periodo di riposo vegetativo della pianta e viene chiamata “triangolo” per via della forma del taglio fatto sulla pianta chiamata a fare il portainnesto, dove la marza tagliata viene “incastrata” perché tagliata in maniera speculare rispetto alla parte principale. Esso, come l’innesto a spacco e quello a corona deve essere effettuato con un coltello bene affilato, specifico per questa tipologia di intervento, con un mano ergonomico specifico ed una lama adatta allo scopo.

La grandezza degli intarsi deve essere regolata in base al diametro del fusto portainnesto. Bisogna poi preparare le marze in modo che presentino  una forma, come già sottolineato, speculare rispetto al taglio sul fusto: esse devono contenere almeno due o tre gemme. Gli intarsi debbono incastrarsi alla perfezione. Non bisogna lesinare di intervenite in manovre correttive ove fosse necessario. Una volta posto l’innesto bisogna legare il tutto e sigillare la ferita con della rafia o un nastro adesivo resistente completando il tutto con un mastice specifico per questi lavori al fine di  proteggere l’innesto dall’attacco degli agenti atmosferici.

PhotoCredit: Manuale del Frutticoltore

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