Lavori di settembre: curare le piante erbacee perenni

di Valentina

Tra i lavori di settembre, immancabili da portare avanti, vi è la necessità di curare le piante erbacee perenni. Utilizziamo questa indicazione generalizzata perché sono diversi gli aspetti da tenere in considerazione, soprattutto pensando alle  diverse specie di appartenenza dei fiori che potremmo trovare nel nostro giardino, sia per crescita spontanea che per nostra decisione.

In questo periodo, lo ricordiamo, fioriscono piante come l’Aster, la Rudbeckia , il girasole doppio (helianthus multiflorus) e l’erba gatta.  E’ quindi il momento giusto per godersi questo spettacolo darsi da fare, ad esempio, se la si ha piantata nel proprio giardino, per raccogliere i semi della coreopsis lanceolata ed assicurarsi una sua fioritura futura. Questo suggerimento ci porta immediatamente a darvene un altro: organizzatevi per la moltiplicazione dei vostri fiori. Sono diverse le tecniche applicabili per le erbacee perenni e nel mese di settembre trovano tutte spazio grazie all’enorme numero di piante comunemente coltivate nei giardini.

Abbiamo la peonia, le campanule, la convallaria, la viola, la vinca e questo solo parlando di quelle che possono essere moltiplicate per divisione dei cespi. Ricordate ovviamente di  prendere parti che possano contare su radici e germogli a loro stanti. Ogni pianta che viene a formarsi grazie a questa tecnica è identica alla pianta madre dalla quale è stata prelevata. In questa maniera si possono “sfoltire” le piante troppo grandi, eliminare la parte centrale più vecchie e dar modo alle piante più giovani di crescere.

Diverso è il discorso se vi trovate a voler propagare delle felci: esse si moltiplicano attraverso le spore come accade per i funghi. Prendete quindi delle fronde, le più belle, e mettete tra due fogli di carta per una settimana in luogo asciutto. Se le scuotete, passato questo tempo, otterrete delle spore. Prendete un vaso pieno di terriccio, spargetele e ricopritele con della pellicola trasparente. Collocate quindi il contenitore in un recipiente pieno di acqua il più possibile priva di durezza e mettetelo in un  posto caldo ed ombroso per circa 7 mesi. Controllate spesso l’acqua: il suo livello non deve essere mai più basso di tre centimetri dalla base del vaso. Passato questo periodo potete inserire le piante in semenzaio per poi trapiantarle, appena robuste in dei vasi singoli.

Photo Credit | Thinkstock

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