Natale, provate le bacche di rosa canina

di Valentina

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Ovviamente non vi stiamo suggerendo di recuperare le bacche di rosa canina dalla pianta per iniziare subito a masticarle, ma vogliamo che sappiate che questi particolari frutti che mettono allegria per il loro aspetto sono ottimi da utilizzare in cucina per allietare il Natale e non solo.

Partiamo dal loro colore. E’ rosso acceso, e caldo:il classico colore natalizio è il rosso. Le bacche di rosa canina sono conosciute da tempo immemore.Nell’antichità era spesso utilizzata dalla popolazione per tantissimi usi differenti. Prima di proseguire però dobbiamo essere sinceri con voi e spiegarvi che non si tratta di una bacca vera e propria ma di un “falso frutto”, il cui nome scientifico in botanica è cinorrodo e per ciò che concerne la rosa canina è possibile consumare senza problemi.

La rosa canina è una pianta che è possibile trovare nei nostri campi senza troppo sforzo, specialmente nel corso della bella stagione. Ma non fatevi ingannare, le sue bacche son perfette per un utilizzo invernale. E’ una delle piante più antiche presenti nelle campagne. Essa è in pratica l’antenata delle nostre attuali varietà di rose: per essere una vecchietta di 10 milioni di anni si porta bene la propria età ed è ancora in grado con i suoi fiori pastello tra il rosa ed il bianco caratterizzati da cinque petali, di attirare tantissimi insetti per la sua impollinazione. La fioritura avverrà anche nella bella stagione, ma le sue bacche sono disponibili ora: quale miglior scusa per utilizzarli? Sono perfette per essere utilizzate nelle decorazioni natalizie, ma sono ancor più buone consumate. La loro raccolta deve essere fatta stando attenti a non pungersi con le spine dei rami (meglio utilizzare guanti appositi. Le bacche di rosa canina se seccate e private dei semi sono un ottima tisana. Fresche possono essere utilizzate per delle gustose marmellate salutari, ma fate attenzione a togliere i filamenti interni a meni che non vogliate passare tutto il tempo al bagno: crea problemi intestinali.

Photo Credits | Eder / Shutterstock.com

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