Parassiti delle piante, la cocciniglia

di Marion

Come gli afidi, dei quali vi abbiamo già parlato, anche le cocciniglie sono insetti appartamenti all’ordine dei Rincoti (in realtà però sotto questo nome vanno  7000 specie riunite in 21 famiglie), ed esattamente come i pidocchi delle piante, nome con il quale vengono comunemente indicati i già citati afidi, la cocciniglia perfora con il proprio apparato boccale le foglie e i giovani fusti, ma anche le radici, delle piante allo scopo di succhiarne la linfa rilasciando allo stesso tempo una sostanza zuccherina, detta melata, che attira altri insetti e predispone la pianta all’insorgenza di malattie fungine come la fumaggine.

La cocciniglia prospera sulle parti più nascoste delle piante, ma i gravi danni che causa sono ben visibili su foglie, fiori e frutti che appaiono pieni di macchie e scoloriti, mentre lo sviluppo dei rami negli alberi da frutto risulta rallentato. La femmina dell’insetto, la più dannosa, è abbastanza riconoscibile a causa dello strato ceroso o setoso che ne ricopre il corpo creando una sorta di scudo, caratteristica che ne facilita la rimozione manuale dalla pianta con un batuffolo imbevuto di alcol, indicata quando l’infestazione conta ancora pochi esemplari.

Diversamente, in caso di infestazione più massiccia si può tentare l’intervento con il cosiddetto olio bianco, che però è sconsigliato quando la cocciniglia attacca le radici (cocciniglia radicale) e sulle piante grasse, perchè questo prodotto le danneggia entrambe. Naturalmente è possibile applicare anche insetticidi chimici specifici, in vendita presso i garden center, ma il loro utilizzo, come sempre d’altra parte, è fortemente sconsigliato quando le piante si trovano in appartamento poichè possono risultare gravemente nocivi per la salute dell’uomo.

A scopo preventivo è opportuno limitare le concimazioni azotate ed irrorare le piante da giardino con anticoccicidi già all’inizio della primavera.

Una curiosità:

Forse non tutti sanno che dal corpo della femmina di cocciniglia si estrae un colorante alimentare: il rosso carminio.

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