Erbe aromatiche: il prezzemolo

di gianni puglisi

Il prezzemolo, che in botanica è chiamato Petroselinum hortense, è un ingrediente indispensabile per molte ricette e foglie e frutti, sia freschi che essiccati, servono per preparare diverse salse e condimenti; in più, oltre alle sue qualità aromatiche, possiede buone proprietà diuretiche e stimolanti.

Il prezzemolo è una pianta che cresce spontanea nelle zone mediterranee, e che ama le temperature miti mentre non sopporta i freddi intensi; predilige i terreni fertili e freschi, al sole oppure a mezz’ombra. Il terreno deve essere ricco di sostanza organica, in modo da garantire il giusto ciclo vegetativo, e pulito da erbe infestanti per favorire l’arieggiamento della pianta.

La semina avviene tra marzo e aprile e quando le piantine sono abbastanza sviluppate si può procedere al diradamento, mantenendo una distanza di circa dieci centimetri tra una pianta e l’altra. I fiori del prezzemolo si formano nel secondo anno della semina, e si presentano raccolti in infiorescenze ad ombrella. Le varietà di prezzemolo più utilizzate sono quello comune, il Gigante d’Italia e di Chioggia e il prezzemolo riccio. Gli insetti che generalmente attaccano questa pianta sono le larve di oziorrinco e quelle di maggiolino, che mangiano le radici e che si possono eliminare disinfettando il terreno oppure con dei prodotti appositi, e gli afidi.

La raccolta del prezzemolo, di solito, inizia due mesi dopo la semina e continua fino alla fine dell’estate, tagliando solo le foglie esterne, in modo da consentire lo sviluppo di nuove foglie al centro; per la conservazione, di solito si ricorre al congelamento, dopo aver pulito e asciugato le foglie; per esaltarne l’aroma, dopo la raccolta, è consigliabile lasciare il mazzetto con la base immersa nell’acqua per qualche ora.

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