Idrocoltura, come attuarla

di Roberta

 

Oltre alle piante «grasse» o succulente, sap­piamo che le specie da appartamento com­prendono esemplari di vario tipo e dalle ca­ratteristiche ben diverse. Delle specie da appartamento in generale abbiamo già parlato diffusa­mente in molti articoli, con particolare riferimento all’importante quanto delicata operazione delle annaffiatu­re.

Ben sapendo quanto sia difficile e determi­nante saper dosare la quantità ottimale di acqua per ogni tipo di pianta da apparta­mento, e per suggerirvi una tecnica di coltura in grado di semplificare, per non dire eliminare, qualsiasi problema o difficol­tà legati alla somministrazione d’acqua, oggi voglio parlarvi dell’idrocoltura, ossia della col­tivazione in vasi ricolmi di acqua invece che di terra.

Per capire le vaste e reali possibilità di ap­plicazione di questo particolare tipo di col­tivazione è necessario tener presente questi due punti:

1) le piante, per vivere, assorbono dal terre­no gli elementi organici e minerali disciolti nell’acqua e quindi adatti a essere assorbiti dalle radici capillari;

2) la terra, in sé, ha soprattutto lo scopo di far da sostegno  alle radici e di consentire alle  specie  vegetali, di qualsiasi tipo esse siano, di restare ben ancorate al suolo che rappresenta un vero e proprio magazzino di materiali nutritivi.

Stabilito questo, è facile giungere alla con­clusione che

 più della terra è l’acqua ad es­sere indispensabile alle piante,

purché con­tenga le necessarie sostanze fertilizzanti.

Sulla base di questa considerazione, durante l’ultimo conflitto mondiale si fecero i primi esperimenti di coltivazione in acqua, con l’intento di avere verdura fresca anche in sta­gione non favorevole, utilizzando vasche si­stemate sotto improvvisate serre. Da quei pri­mi tentativi, continuati e perfezionati secon­do principi scientifici, si è giunti alla pratica applicazione dell’idrocoltura anche per la col­tivazione di piante da appartamento.

Per poter attuare l’idrocoltura sono necessa­ri appositi vasi di vetro (disponibili nelle mi­sure da mezzo litro a tre litri) muniti di spe­ciale coperchio corredato di fori che con­sentono di farvi passare le radici affinchè rag­giungano l’acqua contenuta nel recipiente. Il coperchio ha una certa profondità e forma una specie di ciotola che serve a contenere una buona quantità di sassi, i quali hanno il compito di mantenere ritta la pianta e di impedire al fusto di scivolare eccessivamente verso il basso. Sul bordo del coperchio, infi­ne, si trovano trentuno tacche corrisponden­ti ai giorni del mese; un chiodino di metallo, inserito al posto giusto, serve a ricordare la data in cui si è effettuato il cambio dell’ac­qua con l’aggiunta delle apposite pastiglie nutritive che conten­gono tutti gli ingredienti indispensabili alla vita  delle   piante:   fosforo,   potassio,   azoto, magnesio, zolfo, calcio, zinco, ferro, rame e manganese.

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