Raccolta delle olive a mano: la mia esperienza

di Valentina

Dopo avervi parlato della tecnica di raccolta delle olive e di quando effettivamente raccoglierle, oggi condivido con voi l’esperienza diretta della messa in atto dei consigli che vi diamo su Pollice Green. Aggiungendo qualche extra rispetto a ciò che la teoria ci insegna. Vi racconto la mia esperienza di qualche giorno fa. E ci tengo a dire prima di tutto che la raccolta delle olive a mano è possibile e non difficile se ci si organizza bene.

Non è stata difficile nel mio caso, nonostante una situazione davvero precaria a livello organizzativo. Nonostante avessimo pochi teli ed il minimo sindacale per effettuare questo lavoro autunnale, tutto è andato per il meglio in quanto a raccolta. Prima cosa da fare: vestirsi in maniera adeguata. Un semplice paio di calzoni con scarpe da ginnastica non vanno bene. E’ consigliabile portare delle scarpe da lavoro o degli stivali di gomma. Non si tratta infatti di salvarsi dalla brina o da eventuali pozzanghere se il tempo non è stato clemente, quanto dal salvarsi dalla puntura di insetti o da morsi di ragni che credetemi, lasciano conseguenze. Vestitevi a strati, perchè potreste sentire caldo molto presto. Dopo questi piccoli consigli passiamo alla raccolta delle olive vera e propria.

Stendete i teli in modo tale che coprano anche l’eventuale gittata delle olive poste in alto. Se avete fatto potare i vostri alberi intorno a febbraio-marzo, scenderanno perfettamente alla vostra portata. Se avete la pelle delle mani sensibile indossate dei guanti. Personalmente dopo 5 minuti di guanti ho preferito proseguire a mani nude: quando raccogliete le olive a mano, non c’è cosa più bella che sentire l’oliva ed il ramo mentre le tirate giù. Se vi aiutate con delle manine di plastica dovete  pettinare le fronde, mentre se utilizzate le vostre mani, l’atto da compiere è molto simile a quello della mungitura.

Ovviamente agire a mano nuda richiede piu tempo rispetto alla raccolta delle olive meccanizzata. Ma le olive, credetemi, ne giovano, fruttandovi molto di più al momento della macina in frantoio. Le nostre, sebbene solo tre quintali su quindici piante (alcune giovani, altre purtroppo non potate da anni e non “ripulite” dalle olive se non nei rami più bassi per mancanza di mano elettrica, N.d.R.), si son meritate i complimenti del personale del frantoio: nessuna perdita di liquido, nessuna ammaccatura, nonostante due giorni nei sacchi di raccolta.

Potrei raccontarvi di quanto è bello dedicarsi a questo genere di lavoro e parlerei per ore.  Preferisco qualche consiglio: affrontate questo lavoro con tutto ciò che è necessario: numero sufficiente di teli, prato dell’uliveto perfettamente sgombro e pulito e piante potate. Soprattutto quest’ultime. Si rischia di lasciare sull’albero più olive di quanto si vorrebbe altrimenti. Ma ricordatevi: la raccolta a mano è possibile e facile. Non rinunciate a questo piacere se avete tempo e organizzatevi con una mano elettrica per i rami più alti. Ho scattato qualche foto per voi.

 

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