Ramolaccio selvatico, come coltivarlo

di Valentina

Quante volte abbiamo sentito parlare le nostre nonne di ramolaccio selvatico? Per quanto sia meno conosciuto a livello mainstream, questa sorta di rafano/ ravanello selvatico nella cucina tradizionale era molto usato in Italia nei luoghi in cui cresceva spontaneo. Vediamo come coltivarlo.

ll ramolaccio è una pianta commestibile sfruttabile in ogni sua parte. Spesso le sue foglie vengono cotte e consumate insieme ad altre erbe spontanee come la cicoria e la borragine. Dimenticando che la sua radice è altrettanto perfetta per essere usata in cucina, cruda in insalata con il suo sapore più pungente di quello del classico ravanello o cotta in chips ed altre tipologie di preparazioni. Ad ogni modo, a prescindere dal tipo di consumo, si tratta di un’erba commestibile che è possibile coltivare. Nella maggior parte dei casi non ve ne è bisogno però: nelle zone dove è presente il ramolaccio è spesso infestante e quindi disponibile direttamente in grandi quantità.

La sua coltivazione è possibile tutto l’anno, sia in vaso che in piena terra. E’ un esemplare capace di adattarsi praticamente a qualsiasi tipo di temperatura anche se d’estate è consigliato tenere la pianta a mezz’ombra in modo tale da non sottoporla a calore eccessivo. Qualsiasi tipologia di terreno va bene per il suo sviluppo: è una pianta rustica che necessita semplicemente che lo stesso sia ben drenato e se possibilmente non argilloso. Un po’ di compost mescolato nel terreno consente di ottenere il massimo dal suo raccolto dando una spinta in più alla pianta.

Photo Credit | Wikipedia

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