Semine di settembre: la carota

di Valentina

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Tra tutte le semine di settembre, quella della carota è forse una delle più dolci e gradite. Questo ortaggio, ottimo per le insalate, sia crude che cotte, è utilizzato ampiamente come verdura sulle tavole italiane. Conosciuta sotto il nome scientifico di Daucus carota, questa pianta è adatta ad essere coltivata in compagna di spinaci, ravanelli, lattuga e piselli, a patto, ovviamente, che il terreno sia libero da infestanti in grado di sottrarre alla pianta il nutrimento presente nel terreno.

Settembre, grazie al suo clima temperato, è il mese ottimale per la semina della carota: i “frutti” potranno poi essere raccolti nel corso di tutto l’autunno e se il clima assiste la coltura, anche per tutto l’inverno. Una semina efficace, con le varietà semi-precoci, si può ottenere da gennaio a marzo per una raccolta della radice per noi commestibile ad agosto. Per  ottenere una raccolta “spalmata” nel tempo è consigliabile effettuare una semina scalare dagli intervalli di 15-25 giorni in modo tale di poter raccogliere le carote in diversi mesi dell’anno.

La moltipilcazione della carota avviene per semina, e sebbene possa avvenire a spaglio, tale tecnica non è consigliabile se si vuole curarle come si deve, effettuando quindi sia sarchiature che diserbi. La semina a fil al contrario consente uno sviluppo ottimale, in particolare se i semi vengono posti a 5-6 cm l’uno dall’altro ed ogni fila è distanziata almeno di 20 cm.

La raccolta delle carote, che avviene per estirpazione, avviene a seconda del periodo dell’anno scelto per la semina. E’ ad ogni modo facile da “vedere” (letteralmente): la radice, che spunterà di poco dal terreno, dovrà essere carnosa e ben sviluppata. Specialmente quando si semina in settembre vi è necessità o di riparare le piante dalla pioggia, o di raccogliere le radici prima dell’inizio della stagione della pioggia che potrebbe farle marcire.

Attenzione agli afidi, alle mosche della carota (creano tanti piccoli buchini nella radice e le foglie assumono un colore rossastro) ed alle infezioni funginee e batteriche. E sebbene meno frequente, se abitate in campagna attenzione ad eventuali conigli selvatici, lepri e talpe: le trovano molto gustose.

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