Significato dei fiori: il cedro

di Valentina

Talvolta sono gli alberi più strani o importanti a regalarci delle fioriture dalla bellezza eclettica e dal linguaggio particolare. Oggi per la nostra consueta rubrica dedicata al significato dei fiori parleremo del cedro e della sua fioritura. Un albero originario delle lande asiatiche e giunto fino a noi in Europa grazie all’espansione del mondo arabo.

Un agrume profumato, dall’aroma caratteristico e dal legno forte che non manca di allietare in modo particolare il Libano, luogo la cui varietà più pregiata è autoctona. Parliamo di una pianta che per secoli è stata  rappresentata nelle opere murali e nei mosaici sia di origine greca che romana. Lo storico Plinio il Vecchio lo conosceva bene e la letteratura ha sempre dato spazio a questo particolare albero, per via della suo aspetto maestoso e regale. Nell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, i fiori ed i frutti del cedro vengono descritti con dovizia di particolari.

Il cedro, è ancora utilizzato in profumeria ed in pasticceria per il confezionamento di canditi. Nel linguaggio dei fiori esprime la bellezza capricciosa. Sono diverse le leggende che girano attorno a quest’albero. Quella dei tre cedri è la più famosa, al punto di essere stata rivisitata anche dallo scrittore  Paulo Coelho.

La leggenda vuole che in Libano, nell’antichità, nacquero tre cedri. Queste tre piante nel corso del loro secolare sviluppo rifletterono molto sugli uomini, sulla vita e sulla morte.  Conobbero Elia, il profeta e videro gli Assiri combattere. Tutti e tre espressero un desiderio per il loro futuro.

“Dopo tutto quello che ho visto” – disse il primo albero – “vorrei essere trasformato nel trono del re più potente della terra”. “A me piacerebbe far parte di qualcosa che trasformasse per sempre il Male in Bene“, spiegò il secondo. “Per parte mia, vorrei che tutte le volte che mi guardano pensassero a Dio” fu la risposta del terzo.

Dopo qualche tempo i tre cedri vennero abbattuti e trasportati lontano con una nave. Il primo albero venne impiegato per costruire un ricovero per animali e il legno avanzato fu usato per contenere il fieno. Il secondo albero diventò un tavolo molto semplice. Il legno del terzo albero dopo essere stato tagliato, fu messo in un magazzino. Tutti e tre gli alberi si lamentavano nella loro condizione. Il primo albero si trovò un giorno ad ospitare una coppia di sposi che aspettava un bambino. Lei diede alla luce il piccolo nella mangiatoia ed il primo albero comprese che il suo sogno era stato esaudito: “il bambino che era nato lì era il più grande di tutti i re mai apparsi sulla Terra”.

Un giorno, qualche anno dopo, degli uomini si ritrovano per mangiare. “Uno di loro disse alcune parole sul pane e sul vino che aveva davanti a sé”. Il secondo cedro comprese che in quel momento era al cospetto dell’atto più importante che avrebbe sancito la vittoria del bene sul male.

Il giorno dopo presero due pezzi del terzo cedro e li unirono a formare una croce. Poche ore dopo un uomo barbaramente torturato, vi fu inchiodato sopra. Il cedro pianse di incredibile sofferenza per il suo utilizzo. Dopo tre giorni però comprese che il suo desiderio era stato esaudito: “l’uomo che era inchiodato al suo legno era ora la Luce che illuminava ogni cosa. La croce che era stata costruita con il suo legno non era più un simbolo di tortura, ma si era trasformata in un simbolo di vittoria”.

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