Significato dei fiori: la genziana

di Valentina

Oggi nel nostro appuntamento con la rubrica inerente il significato dei fiori, parleremo della Genziana.  Fiore appartenente alla famiglia delle Gentianacee, alla quale appartengono circa 400 specie,  esso è tipico delle zone temperate di tutta Europa, dell’Asia e del continente americano.  Diffusa anche in alcune zone dell’Africa nord-occidentale, dell’Australia orientale e della Nuova Zelanda, alcune fioriture della pianta sono in molti luoghi, Italia compresa, considerate protette.

Nel nostro paese questa fioritura estiva è presente in particolare sulle alpi ed in alcune zone appenniniche. La Genziana deve il suo nome a Gentius, ultimo re illirico che regnò tra il 180 e il 167 A.C.  e che fu il primo a scoprire ed a studiare le proprietà medicinali della radice di questa pianta. Nel periodo della peste la genziana lutea, quella di colori giallo veniva utilizzata per combattere la peste. Così riportano i registri giunti fino a noi da quegli anni.

Attualmente, tolto l’utilizzo all’interno dei fiori di Bach e quello fitoterapico, le radici della genziana (ovviamente quelle delle specie non protette, N.d.R.) vengono utilizzate per preparare aperitivi, amari e digestivi naturali.  Nel linguaggio dei fiori la genziana è simbolo di determinazione. E’ il suo modo di svilupparsi e vivere a donarle questa connotazione: il fiore cresce in alta montagna, in mezzo alle rocce, resistendo a delle condizioni climatiche se non sfavorevoli, quanto meno difficili.

In Italia è diffusa una leggenda in merito alla nascita della genziana. Si narra che sulle dolomiti vivesse una pastorella dagli occhi azzurri e molto bella di nome Genziana. La gente raccontava avesse rubato l’azzurro dei laghi per i suoi occhi. Le voci insistenti fecero arrabbiare il lago, che scurì la sua acqua indignato e decise di vendicarsi.

Le piccole fate dei monti dissero però  alle fatine del lago che pastorella cantava divinamente ed era una buona idea farla diventare una di loro. Mentre si trovava vicino al lago, venne avvicinata dalle fatine in tal senso, ma rifiutò per non lasciare la sua famiglia. Il lago si arrabbiò e aprendo le sua acqua svelà un giovane dio che rimase folgorato dalla bellezza della ragazza.

Quest’ultimo chiese a Genziana di divenire sua moglie, ma ancora una volta ella rifiutò ed il dio, furioso per essere stato respinto, innalzò un onda che trascinò nell’acqua la pastorella e la uccise. Quando le fate dei monti scesero a valle per magia sulle rive del lago sbocciò un fiore azzurro come gli occhi di Genziana .

Photo Credit | Thinkstock

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