Significato dei fiori: il cardo mariano

di Valentina

Oggi nella nostra rubrica dedicata al significato dei fiori parleremo di una pianta che difficilmente vedremo su un mazzo di fiori tradizionale ma che per la sua storia ed importanza culturale merita di essere affrontata con dovizia: il cardo mariano. Una fioritura da sempre associata a positività grazie al suo essere “solare”. Il suo significato, come scopriremo insieme, è legato all’amore.

Sono molte le storie che girano attorno a questo fiore: essenzialmente nel linguaggio dei fiori esso è sinonimo di amore certo. Ogni leggenda che si accosta a tale pianta vive un po’ di questo riflesso “rosa”. In particolare si dice che il cardo mariano era in grado di aiutare a capire se una persona è innamorata di noi a non sa come confessarcelo. La tradizione vuole che bisogna raccogliere un cardo mariano in piena fioritura in occasione della Festa di San Giovanni e dopo averlo bruciacchiato a dovere (non chiedetemi il perché, N.d.R.), bisogna tenerlo esposto tutta la notte della vigilia di questa festività cristiana all’interno di un bicchiere di acqua. Se il cardo riprenderà colore, ciò significherà che vi è qualcuno che vi pensa con amore.

In Germania la leggenda di riferimento del cardo mariano è ancora più pittoresca: si diceva, infatti, che la pianta fosse in grado di nascere, in corrispondenza temporale del mezzogiorno nel luogo nel quale una persona era deceduta per mano di altri e che il cardo avrebbe assunto una forma ricordante quella umana. La particolarità? Il cardo mariano spariva, secondo le storie della tradizione, quando avesse raggiunto la forma di un umanoide a dodici teste. E se qualcuno lo avesse toccato, anche con un bastone come accadde ad un pastore, avrebbe avuto non solo il suo supporto ligneo carbonizzato, ma anche il braccio paralizzato.

Nei paesi dell’est, al contrario, il cardo mariano è considerato ottimale contro gli spiriti maligni e per debellare i vermi negli animali, con la seguente filastrocca: “Piccolo cardo mio, piccolo cardo mio, non libererò la tua testolina fino a quando non libererai … (il nome dell’animale, N.d.R.) dai vermi“. E ricordate il film con Alberto Sordi “L’avaro”? Anche in Italia era considerato nei secoli passati un fiore magico. La serva, se non ricordo male recitava qualcosa che suonava come “Fiore di cardo, fiore di cardone, fate stare bene il mio padrone”.

Photo Credit | Thinkstock

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