Significato dei fiori: la maggiorana

di Valentina

Oggi all’interno della nostra rubrica sul significato dei fiori affronteremo una pianta erbacea perenne molto speciale, da noi amata ed utilizzata in cucina: la maggiorana. Qui da noi questa pianta è famosa per essere una delle erbe aromatiche più gradevoli da utilizzare, nei luoghi più freddi del mondo viene al contrario coltivata come una qualsiasi pianta annuale.

La maggiorana è originaria dell’Africa settentrionale e sulla sua reale introduzione in Europa vi sono diverse correnti di pensiero. Quella più accreditata è senza dubbio quella che racconta che venisse già utilizzata dagli antichi greci, i quali la ritenevano un dono della dea Afrodite. Motivazione per la quale questa pianta ha sempre avuto un connotato espressivo di felicità nel linguaggio dei fiori. Vi sono testimonianze anche di epoca post romana: sappiamo infatti che i latini la chiamano “mazurana”. Queste due popolazioni la consideravano una delle piante del sole e non di rado vi decoravano il capo degli sposi.

Qualsiasi sia la sua origine, le cronache ci raccontando che fu coltivata negli orti europei per tutto il medioevo. Le ragazze innamorate erano avvezze a lasciare un vasetto di maggiorana sulla finestra alla quale volessero che i cavalieri le salutassero. Questa pianta non veniva utilizzata solamente per cucinare: le sue foglie se strofinate sui mobili e sui pavimenti di legno li lucidano in maniera davvero ottimale ed i fiori, chiusi in sacchetti insieme alle foglie sono in grado di rilasciare un gradevole profumo su vestiti e biancheria.

La maggiorana è conosciuta anche sotto il nome di Origanum amaracus.  Il nome in questione è legato ad una  particolare leggenda di origine greca. Secondo quest’ultima Amaraco, un ufficiale del re di Cipro, aveva il compito di provvedere alla protezione dei profumi. Un giorno un vaso che conteneva l’essenza di maggiorana si ruppe e l’uomo provò un dolore così grande da morirne. Gli dei, colpiti da questo comportamento, lo trasformarono in questa pianta, alla quale diedero poi il suo nome.

Photo Credit | Thinkstock

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