leccio albero monumentale

Leccio, albero monumentale

leccio albero monumentale

Il Leccio è una pianta monumentale molto diffusa alle nostre latitudini, sia come albero singolo che nella decorazione di giardini e viali. Si tratta di una pianta caratterizzata da un fusto eretto molto robusto, che può raggiungere i 30 metri di altezza. Le foglie sono ovali e lanceolate, con margine liscio o dentato, a seconda della specie. Il fogliame è di colore verde scuro sulla pagina superiore e verde chiaro su quella inferiore.

Acero saccarino, albero monumentale

L’Acero saccarino è una splendida pianta monumentale perenne, appartenente alla famiglia delle Aceracee ed originaria del continente americano. Si tratta di una pianta caratterizzata da fusti eretti che possono raggiungere i 30 metri di altezza. Le foglie sono palmate, di colore verde scuro o rosso-arancio, a seconda della stagione. Nel corso della stagione autunnale il fogliame tende a cadere, per poi tornare più bello che mai in primavera.

alberi secolari rischio tutto mondo

Alberi secolari a rischio in tutto il mondo

alberi secolari rischio tutto mondo

Gli alberi secolari rappresentano il nostro più grande patrimonio naturale insieme a spazi come la Foresta amazzonica ed il Grand Canyon. La loro presenza non è un pregio solo scenografico, ma soprattutto fotosintetico: essi sono infatti dei grandi produttori di aria per noi respirabile. Ed ora sono a rischio in tutto il mondo.

ulivo bianca gorgona

L’ulivo “Bianca di Gorgona”

ulivo bianca gorgona

Qualche tempo fa abbiamo parlato di detenuti che coltivavano l’orto in carcere, provvedendo in questo modo al loro fabbisogno di vegetali. Anche oggi parleremo di carcere, ma per una pianta totalmente diversa: nell’isola di Gorgona, all’interno di un penitenziario, è stata infatti isolata una specie di ulivo centenaria ed in via d’estinzione. Ne esistono solo 20 esemplari al mondo, ed è stata ribattezzata la “Bianca di Gorgona”.

piante secolari senatore incendio doloso

Piante secolari, Il Senatore: fu incendio doloso

piante secolari senatore incendio dolosoAbbiamo avuto già modo di parlarvi de “Il Senatore“, uno degli alberi più antichi del pianeta, andato distrutto più di un mese fa per incendio. Le ipotesi nel corso delle settimane sono state le più disparate. E sembrava si fosse arrivati alla risoluzione del caso studiando il modo nel quale la pianta aveva preso fuoco e la presenza di fulmini in zona la stessa sera della “morte”. La vicenda si tinge dell’ennesimo colpo di scena: fu incendio doloso. Ora vi racconteremo come.

Piante monumentali: il Bagolaro

Il Celtis australis (o Bagolaro) è una pianta monumentale appartenente alla famiglia delle Ulmacee ed originaria dell’Africa del sud. E’ caratterizzata da un fusto eretto che può raggiungere i 30 metri di altezza e da rami disordinati, che possono assumere anche un aspetto ricadente. Le foglie sono ovali ed appuntite, di colore verde chiaro nella stagione primaverile o giallo nel periodo autunnale.

I fiori sono riuniti in gruppi o solitari, di colore verdastro, e fanno la propria comparsa in primavera, prima di lasciare il posto ai frutti, costituiti da drupe tondeggianti di colore giallo o marrone-viola, a seconda del grado di maturazione. Il Bagolaro si coltiva direttamente in piena terra nella decorazione di giardini pubblici o privati, ma può essere anche allevato in vaso a mo’ di bonsai.

Alberi monumentali: il Faggio, le specie più belle e le malattie che lo colpiscono

faggio

Ecco le malattie che più di frequente colpi­scono i faggi:

  • mal del colletto: colpisce le piantine giovani e si manifesta nei mesi estivi con una diffusa clorosi (mancanza di ferro) delle foglie, alla quale fa seguito il completo disseccamento della pianta. Si combatte estir­pando e distruggendo gli esemplari colpiti;
  • marciume radicale: si manifesta general­mente in esemplari coltivati in terreni umidi e compatti. La malattia attacca le radici, che si ricoprono di uno strato più o meno spesso di muffa, con conseguente ingiallimento del­la chioma, caduta prematura delle foglie, disseccamento dei rami. Occorre intervenire ai primi sintomi distruggendo le piante colpite se sono ancora in giovane età, e spargendo sul terreno solfato di ferro, nella dose di mezzo kg per metro quadro. Se invece l’albero è ormai molto sviluppato si  può cercare di guarirlo somministrando ogni settimana un secchio d’acqua in cui siano stati sciolti 10 g di sol­fato di ferro ogni litro;

Alberi monumentali: il Faggio

faggio

II nome scientifico Fagus ha un’origine molto incerta; alcuni botanici ritengono che il no­me derivi dal greco phagò, ossia , con il significato di «albero di cui si può mangiare il frutto». Altri studiosi, invece, affermano che il vocabolo fagus provenga dal greco phag ossia dispensare, il che da­rebbe alle piante di cui ci stiamo occupando il significato di «albero dispensatore di ci­bo».

È opportuno ricordare che i frutti dei faggi, detti «faggiole», costituiscono un prezioso alimento per il bestiame e, in qualche re­gione, essi vengono utilizzati anche a scopo commestibile previo opportuno trattamento che ha per base la tostatura.

Data la mole, questi stupendi esemplari arborei non possono essere impiegati che nei giardini piuttosto vasti, in spazi aperti, battuti dal sole o, comunque, ricchi di aria e di luce. Particolarmente interessante l’im­piego e l’accorta disposizione dei faggi a fogliame colorato che soprattutto in autunno assumono sfumature di eccezionale bellezza.

Alberi monumentali: il Cipresso, eleganza e aristocrazia

Cipressi

II suo nome deriva dal greco kyparissos da cui ebbe origine il nome dell’isola di Cipro dove, probabilmente, nascevano spontanei molti cipressi.

Queste belle piante sono molto antiche e vivono a lungo, tanto che si parla di cipressi che raggiunsero la veneranda età di ben tre­mila anni, ma non mancano affermazioni sull’esistenza di esemplari vecchi di ben sei­mila anni, il che farebbe localizzare la loro nascita addirittura nella preistoria.

Nei grandi giardini, purché dislocati in cli­ma non troppo freddo e nel paesaggio adat­to, i cipressi portano una nota di grande eleganza e di aristocratica suggestione.

Disposti in filari o in gruppi, possibilmente contro lo sfondo argenteo degli ulivi, i cipressi si alzano snelli e maestosi insieme e durante l’epoca della fruttificazione pro­fumano intensamente l’aria di un aroma fre­sco e resinoso, assolutamente inconfondibile.

Alberi monumentali: il Castagno dei Cento Cavalli

castagno dei cento cavalli

Comincia oggi il nostro viaggio alla scoperta degli alberi monumentali più belli d’Italia, nella speranza che l’argomento stuzzichi la curiosità del lettore e lo porti ad ammirare da vicino gli esemplari descritti.

Prima di tutto occorre sfatare il luogo comune che vuole l’albero monumentale di eccezionali dimensioni, visto che ci sono anche altre caratteristiche che possono conferire alla pianta tale “titolo”, come ad esempio la longevità, la rarità o la rilevanza storica.

In Italia sono presenti circa 22mila alberi che rispondono ad almeno una di queste caratteristiche, 2mila dei quali di grande interesse, fino a scendere ai 150 esemplari con valore storico e monumentale. Il più famoso è senza dubbio il Castagno dei Cento Cavalli, attrazione principale del Parco del’Etna, nel Comune di Sant’Alfio.