Xylella, è stato di calamità in Salento

di Valentina

E’ stato dichiarato lo stato di calamità naturale per il Salento a causa della xylella fastidiosa. La richiesta era arrivata da parte della Coldiretti già qualche mese fa, al fine di tutelare il territorio.

Il complesso del disseccamento rapido dell’ulivo causato dal batterio della xylella ha messo a ferro e fuoco la puglia E la presa di posizione della Comunità Europea, la quale ha richiesto ed ottenuto l’eradicazione di più di 40 alberi di ulivo, tra i quali alcuni esemplari centenari. Lo scorso aprile la Coldiretti, oltre che lo stato di calamità naturale, aveva richiesto a gran voce anche delle azioni contro Francia che avendo paura di un possibile passaggio del batterio nel loro paese avevano posto un embargo contro ben 102 specie vegetali provenienti dal Salento.

Per ciò che concerne lo stato di calamità naturale, il via libera è arrivato direttamente dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina il quale ha firmato infatti il decreto. Per comprendere il perché di questa decisione bisogna ritornare al 2008 quando i primi segni della xylella fastidiosa si sono fatti vedere sia nella zona di Lecce che nel brindisino. Non si può negare ora, dopo tanti anni ed un’impennata del problema, che si tratti di una minaccia serie e sostanziale al patrimonio naturale dell’intera regione. Abbiamo visto cosa il batterio sia in grado di fare e quali siano state le ripercussioni per vivaisti e agricoltori.

Lo stato di calamità dà modo di avere accesso al Fondo di solidarietà nazionale: risarcimenti per gli abbattimenti e sospensioni delle rate dei mutui sono tra gli interventi messi a disposizione a seconda del livello di danno subito.

Photo Credits | megastocker / Shutterstock.com

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