Bonsai, lo stile zattera

di Valentina

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Lo stile a zattera dei bonsai è uno dei più complicati in qualche modo da mettere in atto e per questo motivo è anche quello meno scelto dagli appassionati. Nonostante un’apparenza abbastanza semplice, riuscire a far crescere i propri esemplari in questo modo è tutt’altro che scontato.

Essenzialmente lo stile bonsai a zattera vuole riprodurre una pianta sradicata dal vento e poggiata sul terreno i cui rami partono da un unico tronco visibile. Di solito, per rendere più agevole la loro lavorazione, si usano delle piante molto giovani provenienti direttamente da un vivaio e che sono portatrici di pochi rami su un lato. Queste poi dovranno essere trattate in modo del tutto particolare: a partire dall’interramento di parte del tronco, fino ad arrivare alla messa in opera di alcuni tagli (vere e proprie incisioni, N.d.R.) sulla corteccia per stimolare la crescita di radici. Questo stile di preparazione di bonsai viene chiamata “ikada” e la sua difficoltà, come avrete già intuito, consiste nel fatto che non vi siano degli alberi perfettamente adatti allo scopo (anche se olmo, ficus e zelkove sono i più utilizzati, N.d.R:)  e del materiale di partenza per dare vita a tale quadro naturale.

Tanto che alcuni esperti partono per dare vita a questo stile dagli scarti dei bonsai, da quelle piante che fatte sviluppare per altri stili come quello a boschetto o cascata che “mal riuscite” nella modellatura possono adattarsi meglio allo stile a zattera. Per ottenere il risultato desiderato, ad ogni modo, dovremmo prima di tutto potare tutti i rami laterali e nelle incisioni effettuate nella parte di tronco emersa dal terriccio, inserire dell’ormone radicante acquistabile in negozi specializzati.

Piccolo appunto: questo stile, soprattutto per chi non è esperto, rappresenta sempre una incognita: il tronco interrato, ad esempio, potrebbe marcire per l’eccessiva umidità, o potrebbe essere attaccato dai funghi. Vi consigliamo quindi un terriccio molto drenante e granuloso. E ancora, importante, non cedete al primo tentativo.

Photo Credit | Thinkstock

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