Lavori sul balcone a Marzo: conosciamo le cassette a riserva d’acqua.

di Redazione

Naturalmente anche sul balcone, con l’inizio di Marzo, riprende la stagione propizia per completare i lavori di sistemazione, per da­re il definitivo assetto a tutto l’insieme e per mettere a dimora le ultime piante. Ebbene, proprio per quanti stanno ultiman­do la messa a punto della decorazione verde di terrazze e balconi, grandi o piccoli che essi siano, desideriamo parlare di due argo­menti altrettanto interessanti e importanti (e non lo sono meno anche per chi possiede un giardino o si occupa soltanto di coltivare specie da appartamento), due argomenti che si riferiscono rispettivamente alla sete e alla « salute » delle varie piante. Per quanto riguarda le annaffiature, di cui parleremo diffusamente anche nei mesi suc­cessivi, oggi desideriamo ricordare l’uso di particolari vasi « a riserva d’acqua » oltremo­do pratici, dove le piante vivono e prospe­rano in modo eccezionale. Il secondo argo­mento si riferisce al problema dei parassiti e degli insetti e alla difesa dai temibili ne­mici del verde. Ma eccovi la descrizione del­le famose cassette.

 

Quando ci si allontana da casa in piena estate il problema delle annaffiture non ap­pare molto grave allorché si può ricorrere alla cortesia di una portinaia compiacente e fidata oppure di un parente, che accettino di buon grado l’incarico di annaffiarle gior­nalmente. Ma quando mancano queste pos­sibilità dobbiamo proprio rassegnarci a la­sciar morire le nostre piante? Niente affatto, basta predisporre un sistema di annaffiatura pressoché automatico. Non si tratta comun­que di mettere in atto un complesso im­pianto, tutto sta nel procurarsi dei vasi di tipo particolare, quelli cioè a « riserva di acqua » che sono muniti di una specie di serbatoio.

Ma non basta: questi vasi possono anche essere collegati l’uno all’altro da una serie di tubicini, per cui versando l’acqua nel pri­mo vaso il liquido corre a colmare dapprima il serbatoio dell’ultimo vaso della fila, per alimentare quindi il sottofondo del penulti­mo e così via.

In tal modo, rimanendo comodamente a una estremità del balcone si possono « ba­gnare » anche le piante più lontane. L’uso delle cassette a « riserva d’acqua » se non è sufficiente a fornire acqua per tutta la durata di una vacanza che si prolunghi per 15-20 giorni, può però semplificare mol­to l’impegno di chi fosse incaricato di an­naffiare le piante. Una visita alla settimana, qualche secchio d’acqua versato nei serba­toi delle cassette e tutto finisce lì, senza preoccuparsi di dover rispettare dosi e pro­porzioni per questa o quella pianta. Ogni esemplare, infatti, penserà da sé ad ammi­nistrare la propria sete e a soddisfarla, in relazione  anche  all’andamento  climatico.

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