Irrigazione: quale tipo per l’orto estivo?

di Valentina

Il caldo di questi giorni sta mettendo a dura prova le colture dell’orto. Una corretta irrigazione, non ci stancheremo mai di dirlo, si rivela basilare nel far sì che gli ortaggi e le insalate da noi piantate nell’orto possano sopravvivere e garantirci una raccolta degna di questo nome.  Gli impianti d’irrigazione disponibili sono molti. Cerchiamo di capire quale sia il più adatto per il nostro spazio.

Gli ortaggi per crescere in modo adeguato hanno bisogno di un terreno fresco, leggermente umido ma mai intriso di acqua, onde evitare che le radici marciscano. L’ideale sarebbe annaffiare l’orto due volte al giorno, tutti i giorni. Cosa fare però in caso di impossibilità? Se saltate un’irrigazione, evitate  di annaffiare il doppio del dovuto la volta successiva. Eravate informati del fatto che i pomodori se esposti ad un simile “trattamento” si spaccano? Insomma, i benefici di un “rimedio” sono inesistenti, così come la mancata bagnatura del terreno.

Si possono registrare delle perdite nella produzione degli ortaggi, un decadimento della qualità degli stessi, senza contare un invecchiamento precoce della pianta, una salita a seme anticipata e l’attacco dell’ortaggio da parte di insetti e malattie. Come comportarci quindi in questo periodo se dobbiamo allontanarci? Una cosa è certa: l’irrigazione a pioggia va evitata. Le motivazioni di questa scelta sono molte: prima di tutto vi è un grande spreco di acqua, visto che la stessa non raggiunge tutta il terreno ma evapora rimanendo sulla vegetazione. Per lo stesso motivo se i raggi del sole sono troppo caldi vi è il rischio di bruciare la pianta o favorire lo sviluppo di malattie fungine. Questo tipo di irrigazione è consigliata solo in fase di germinazione.

Per bagnare con efficienza le piante d’estate, è consigliata l’irrigazione per infiltrazione laterale. Indicata per piante già ben radicate e coltivate a file o bande strette, l’unico lavoro necessario da attuare con precisione o solerzia per applicarla è lo scavo di alcuni canali tra le file di colture. L’acqua deve essere immessa nei solchi lentamente, senza troppa fretta, a canna libera e non con un ugello a pressione, o (ancor meglio) attraverso dei tubi o delle maniche forate: l’acqua immessa in un tubo chiuso all’estremità (rigido o morbido) fuoriesce riducendo al minimo gli sprechi e mantenendo sempre il terreno alla giusta umidità.

Photo Credit | Thinkstock

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