Litchi, il frutto che viene dall’Oriente

di Daniela

Il litchi è un albero da frutto molto diffuso in Estremo Oriente, ed è presente sul mercato italiano in molte varietà, anche se se quella cinese è senza dubbio la migliore. In natura, gli alberi di litchi possono raggiungere i 15 o 20 metri d’altezza, grazie ad una chioma di forma tondeggiante molto densa; possiedono foglie pinnate e lucide di colore verde scuro. In primavera spuntano i fiori ai quali seguono i frutti che maturano alla fine dell’autunno.

I frutti del litchi sono simili a grosse noci dal guscio ruvido e rosato, e al loro interno contengono la polpa di colore bianco, molto succosa e zuccherina, e un seme marrone non commestibile. Il momento migliore per gustare il litchi è quando questo raggiunge il culmine della maturazione, ovvero quando il frutto presenta una aspetto fresco e un profumo intenso.

Il frutto del litchi può essere conservato anche per un paio di settimane a temperatura ambiente; per gustare al meglio il suo spore deve essere mangiato al naturale, ossia incidendo il guscio a metà, eliminando il nocciolo e mangiando la polpa, ma può essere usato anche come ingrediente di cocktails e di insalate di frutta.

Per quanto riguarda la coltivazione bisogna tener conto che, essendo una pianta tropicale, in Italia può essere coltivato solo nelle regioni del Sud. Il litchi ama annaffiature regolari e abbondanti, ma non il terreno zuppo d’acqua; predilige il clima umido, e quindi la sua chioma va vaporizzata di frequente con dell’acqua demineralizzata.

La moltiplicazione del litchi avviene per talea, ma può essere fatta anche per semina utilizzando i semi fertili, anche se è molto difficile che poi fioriscano; il litchi teme gli attacchi di acari e di afidi, anche se il vero pericolo è lo sbalzo improvviso di umidità e di clima perchè può provocare perdita di fiori e di foglie.

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