Minatore delle foglie: insetto parassita

di Valentina

Il minatore delle foglie, piccolo dittero dal nome scientifico Liriomyza trifolii, è un insetto molto piccolo e poco schizzinoso nella sua azione trofica nei confronti delle piante. Si tratta di un piccolo animaletto di circa due millimetri di lunghezza, proporzionalmente molto simile ad un incrocio tra una mosca ed una vespa  (in conformazione e colori, N.d.R.)ed in grado di mangiucchiare con voracità diversi tipi di vegetali.

Le larve, caratterizzate da un colore tra i giallo e l’arancio vivono all’interno della foglia, nel mesofilo, dove scavano delle gallerie che all’esterno sembrano tanti disegni intricati. Nella parte più chiara delle stesse, nella parte centrale della mina, è possibile notare linee di escrementi.  Esse portano pian piano al disseccamento della foglia e della pianta se l’attacco è molto esteso. Questo perché a causa delle gallerie viene a mancare la completa funzionalità delle mine ed una riduzione dell’attività di fotosintesi clorofiliana. Il minatore delle foglie, a livello biologico, è caratterizzato da un ciclo vitale molto particolare  e vario, in base alle condizioni nelle quali le piante si trovano.  Questo insetto attacca fiori come crisantemi e gerbere, ma anche colture dell’orto di varia natura e la sua riproduzione è strettamente legata alla presenza di tipologie di colture protette o in pieno campo. Nelle prime il ciclo delle generazioni è continuo ed anche nella seconda condizione non segue molto la stagionalità quanto le temperature. Gli adulti si accoppiano quasi subito una volta sfarfallati.

La lotta contro il minatore delle foglie è essenzialmente di tipo chimico, anche se diversi risultati sono stati ottenuti attraverso un approccio di tipo biologico.  Il vero problema è che anche l’attacco chimico non sempre ottiene buoni risultati contro questo insetto. Esso ad ogni modo, viene eseguito con prodotti endoterapici che puntano ad uccidere le larve direttamente all’interno delle mine. Nelle serre di colture protette, delle trappole cromoterapiche gialle hanno mostrato di avere un certo successo. Biologicamente si allevano gli esemplari di Eulofide Diglyphus isaea, un imenottero che si ciba di queste larve e che depone le uova nelle loro vicinanze portando i suoi “figli” a fare altrettanto.

Photo Credit | Wikipedia

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