Mosca olearia, proviamo la lotta biologica

di Valentina

Distratti dal grave problema della xylella fastidiosa, stiamo perdendo di vista uno dei problemi più grandi che possono colpire l’ulivo, ovvero la presenza della mosca olearia. Proviamo ad approcciarla attraverso la lotta biologica.

Affrontare questo insetto non è facilissimo: è una delle emergenze che più affliggono i coltivatori di alberi di ulivi. Di solito si punta ad un approccio di tipo chimico per muoversi più velocemente tentando di non contaminare le olive dalle quali ricavare l’olio. Ma la sempre più pressante necessità di ottenere dei prodotti perfetti dal punto biologico ha portato il bisogno di pensare ad una difesa che ne seguisse gli stessi principi.

Il primo passo da intraprendere è quello di monitorare la presenza della mosca delle olive ovviamente, utilizzano delle trappole sessuali ai feromoni osservando contestualmente l’eventuale presenza di larve sui fruttini dell’albero. La temperatura e l’umidità generale sono degli importanti fattori da considerare quando si pianifica un attacco contro la mosca olearia: il periodo nel quale si può iniziare ad agire direttamente è quello di fine giugno, quando i primi attacchi del parassita si manifestano.

La lotta biologica contro la mosca dell’ulivo può essere condotta senza sforzo da voi grazie ad una semplice trappola utilizzando una bottiglia di plastica, del pesce, ed una soluzione di ammoniaca. Essa deve essere diluita con dell’acqua ed al suo interno devono essere inseriti degli scarti di pesce. Devono essere fatti due fori di circa 10 mm di diametro ai lati della bottiglia di plastica e la stessa attaccata ai rami dell’albero che si vuole proteggere. La mosca attratta dall’odore, entrerà al suo interno e morirà.

Photo Credits | marcovarro / Shutterstock.com

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