Orticolario 2016, tra rose “green” e salici

di Valentina Commenta

Orticolario 2016 si è da poco concluso ed è ora di tirare le somme di questa manifestazione. Anche stavolta il successo di pubblico è stato incredibile. Ma ancor più interessanti sono state le iniziative svoltesi e due piante in particolare: le rose “green” ed i salici antichi.

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Quando parliamo di rose “verdi” vogliamo chiamare in causa la presentazione in anteprima dello “Smeralda Green Show”, la rosa “verde” senza spine ideata da Twelve Energy, società italo-indiana. Essa è caratterizzata da una fronda verde, folta e senza spine. Tecnicamente questa rosa può essere coltivata in piena terra, raggiungendo i 3 metri di altezza. Una particolarità: è in grado di crescere di un centimetro al giorno. I rami decorativi, derivanti dalla varietà Corallo Eretta Patfru, sono flessibili e come già anticipato privi di spine. Fattore che rende la rosa in questione maneggevole ed interessante.

Anche la nuova messa a dimora di salici lungo la zona del Laghetto delle carpe è stato un momento molto importante all’interno di Orticolario. I due esemplari di Salix Babylonica infatti sono stati messi nuovamente a dimora proprio nei luoghi dai quali erano ormai scomparsi.

E per ciò che riguarda gli allestimenti ci ha pensato in particolare una soluzione che ha richiamato l’oriente: Spazio Floema “Vedere con le orecchie, ascoltare con gli occhi” di Satoru Tabata. Un giardino dove la commistione tra arte e natura è riuscito a creare un qualcosa fuori dal comune unendo il meglio che l’ispirazione giapponese e l’artigianato italiano potessero offrire. Una creazione che ha lasciato il segno.

 

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