Il porro: trapianto e cura

di Valentina

Avete sempre desiderato coltivare il porro per le vostre ricette ed avete rinunciato per paura di non ottenere ottimi risultati? Oggi elimineremo questo problema, scoprendo  le cure necessarie a questa coltivazione fin dal suo inizio e quindi  dal trapianto delle piantine sul terreno. Agire in questo modo rende più facile il raggiungimento del risultato voluto attraverso delle semplici cure di base.

Prima di tutto: è un ortaggio che si adatta molto bene anche a spazi molto piccoli. Ogni metro quadrato di terreno è in grado di produrre almeno due chilogrammi di porri. E’ consigliabile evitare la semina tradizionale di questo bulbo e partire direttamente con il trapianto della piantina. E’ importante al fine di un buon raccolto, scegliere delle piante molto simili per diametro e mai meno grandi di una penna. Esemplari più piccoli di questa grandezza sono o troppo giovani o sottosviluppati: due fattori che rischiano di inficiare notevolmente il risultato finale.

E’ preferibile scegliere delle piantine di porro con il pane di terra ben radicato, ma dei buoni risultati possono essere raggiunti anche acquistando degli esemplari a radice nuda. Questo periodo, e tutta la seconda metà di luglio è il periodo migliore per il trapianto del porro, non per questo non si può anticipare l’operazione a giugno o condurla fino alla fine del mese di agosto.

Come per ogni coltura, la messa a dimora deve essere sempre preceduta da una adeguata preparazione del terreno. Importante da ricordare in questo caso, è il fatto che il porro mal si sposa con terreni pensanti ed argillosi che trattengono l’acqua.  Vi è bisogno quindi di una lavorazione profonda del pezzo di terra nel quale le piantine dovranno essere inserite. Ogni solco di messa a dimora dovrà essere profondo circa 10 cm, sia per le piantine con pane di terra che a radice nuda. Ognuna di essere deve essere distante almeno 15 cm dalla piantina che la segue e 30cm dalla fila successiva.

Bisogna monitorare continuamente la situazione per eliminare le piante infestanti e fare in modo tale che le piante possano contare su una quantità d’acqua non eccessiva ma costante, in modo da dar loro modo di acquisire nutrimento senza rischiare di marcire.

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