Rodilegno rosso: insetto parassita

di Valentina

Il rodilegno rosso è un insetto parassita che ama particolarmente colpire pomacee, drupacee e piante ornamentali. Più generalmente si dedica con particolare attività trofica alle piante da frutto, creando non pochi danni alle raccolte.

Il Cossus cossus, questo il suo nome latino, è uno degli insetti più polifagi nei quali possiamo imbatterci. Senza contare che la xilofagia delle larve riesce a produrre notevoli danni anche ad un numero abbastanza corposo di coltivazioni. Gli adulti, con la loro apertura alare di 10 cm sono degli insetti decisamente difficili da dimenticare, con le ali anteriori di colore tra il grigio ed il bruno e striate di scuro. Le larve possono essere di colore rosso scuro o rosato sul dorso a seconda del loro grado di maturazione con zone giallo ocra sul ventre. Anche la loro lunghezza si aggira intorno ai 10 cm. L’ovodeposizione avviene alla base delle piante, nella scorza.

Il danno maggiore è ovviamente causato dall’attività trofica delle larve che non hanno problemi nello scavarsi dei tunnel all’interno della corteccia, del tronco e delle branche. Questa azione porta ad un veloce deperimento della pianta a causa dell’indebolimento degli organi sopracitati. Senza contare che queste gallerie sono perfette per dar modo ai funghi, al cancro od ad altri parassiti di attaccare la pianta. Il rodilegno è particolarmente insolente nell’attacco di noci e pioppo, ma generalmente sugli alberi da frutto ha la capacità di aggregarsi ed attaccare sia come fitofago primario che secondario, approfittando della debolezza di alcuni esemplari già attaccati.

Il ciclo del rodilegno rosso dura circa due o tre anni, con gli adulti che compaiono in primavera insieme alle larve della prima ovodeposizione, in un ciclo continuo che nello stato larvale dura tutto il secondo anno. Gli adulti che vediamo in primavera sono quelli nati quasi tre anni prima. Vi lascio quindi immaginare quanto danno sono in grado di fare questi insetti. La lotta contro di loro è composta da interventi di diverso genere. Quelli volti a combattere l’ovodeposizione non hanno mostrato grandi risultati negli ultimi anni, quindi si punta ad eliminare le larve attraverso l’immissione di gas nelle gallerie scavate (chimica con fosforganici) o di fil di ferro in maggioranza nelle infestazioni che colpiscono le piante ornamentali. Si prova prima la lotta biologica con alcuni ditteri larvevoridi ed imenotteri parassitoidi.

Photo Credit | Wikipedia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.