Rosa blu in natura? Non esiste

di Valentina

La rosa blu in natura non esiste: questo è un fatto assodato. Il lavoro solerte degli ibridatori ancora non è riuscito a ricreare quella particolare cromia. L’esemplare più vicino al colore tanto bramato è il viola della rosa “Rhapsody in Blue“.

La quale, va ammesso, è decisamente più bella a livello estetico di tutte le rose blu tinte che vengono vendute. Concentriamo quindi la nostra attenzione su si lei, attualmente uno degli esemplari più gradevoli e speciali tra le rose. Prima di tutto ricostruiamone la storia. Essa fu ottenuta da un giardiniere dilettante, Frank Cowlishaw. La sua colorazione, pur essendo violacea è quella che tende di più ad avvicinarsi: le sue sfumature partono da un viola prugna brillante con sfumature bluastre che pian piano si trasforma in lilla opaco (o blue ardesia). Il suo nome è ispirato al noto brano musicale di George Gershwin.

A prescindere dalla colorazione, questa varietà produce fiori discretamente grandi, semidoppi ed in ampi grappoli. Ogni corolla ha sfumature diverse e la stessa fioritura avviene in modo scalare. Fattori che la rendono perfetta a livello estetico anche grazie ad una capacità di fiorire praticamente continua da giugno a settembre.

Coltivare la rosa “Rhapsody in Blue”

Per coltivare la rosa “Rhapsody in Blue” non serve poi molto: basta un terreno ben drenato, leggermente umido e fertile e non esposto alla luce diretta del sole che a lungo andare può causare bruciature ai petali. Alla fine dell’inverno basta una leggera potatura e con il tempo eliminare i vecchi rami ed i fiori appassiti.

Photo Credits | Brian L. Lambert / Shutterstock.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.