Significato dei fiori: la bocca di leone

di Valentina

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Per il nostro consueto appuntamento con la rubrica riguardante il significato dei fiori, oggi ci occuperemo di un nome ampiamente diffuso nel nostro paese spesso in maniera spontanea in alcune aree: la bocca di leone. Questa pianta, il cui nome scientifico è Antirrhinum majus, è originaria delle regioni mediterranee e diffusa da secoli sul nostro territorio.

Il suo nome così “originale” deriva dall’aspetto del fiore. La sua particolare conformazione ricorda in buona parte una bocca e contemporaneamente anche un naso di animale.  E’ il nome latino stesso a connotarne quello con il quale è normalmente conosciuto. Il nome del genere, Antirrhinum, significa infatti  “simile a un muso (o un naso) “. E basta osservare le labbra del fiore per capire come migliore connotazione non poteva essere inventata.  Queste due specifiche parti vengono infatti ad unirsi in un modo così eclettico che se si comprime la corolla la si vede aprire al pari della bocca di un leone che ruggisce.

I fiori della bocca di leone possono essere di diversi colori: quelli che nascono spontanei sono solitamente porporini o bianchi; a differenza di quelli coltivati che riescono ad esprimersi in diversi colori: giallo, violetto, rosa. Il fiore, originario dell’Europa meridionale e il Nordafrica, può raggiungere i 6 cm di grandezza. Nel nostro paese questo fiore cresce in luoghi sassosi ed aridi solitamente, ma non disdegna i muri soleggiati ed i margini dei sentieri. Viene spesso coltivata nei giardini per il suo bell’aspetto.

Nel linguaggio dei fiori questa pianta possiede un significato di disinteresse ed indifferenza. E si racconta che fin dal medioevo venisse considerato il “fiore del capriccio”. Questo perché le ragazze giovani si ornavano i capelli con queste fioriture per rifiutare elegantemente i corteggiatori non voluti. Abbiate quindi cura, a meno di una passione particolare per questo fiore della persona alla quale rivolgete la vostra attenzione, di non inserire le bocche di leone all’interno di un mazzo di fiori o in composizioni floreali da regalare.

In antichità si pensava inoltre che il seme della bocca di leone, insieme all’olio di giglio, avesse la peculiarità di sistemare le imperfezioni del viso e della pelle.

Photo Credit | Thinkstock

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