Significato dei fiori: la datura

di Valentina

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Oggi, nel nostro consueto appuntamento con il linguaggio dei fiori parliamo di un fiore davvero molto bello e conosciuto in tutto il mondo fin dall’antichità: la datura. Si tratta di una pianta conosciuta già ai tempi degli Atzechi, che la utilizzavano soprattutto nel corso dei loro riti religiosi a causa del suo potere narcotizzante. Un fiore dalle dimensioni stupefacenti e caratterizzato da uno stupendo e bianco candore.

Come già accennato, la datura era molto apprezzata da queste popolazioni per la capacità che aveva di mettere l’individuo a contatto con la divinità attraverso il suo effetto più che rilassante. La sua conoscenza però non fu esclusiva delle popolazioni centro-americane: l’uso di questa pianta è ben presto iniziato anche in Europa. Il suo significato è strettamente legato all’uso sciamanico che se ne faceva: simboleggia infatti incognita, magia ed incantesimo.

Se con l’avvicinarsi di San Valentino avete intenzione di regalare un mazzo di fiori alla vostra dolce metà…qualche fiore di datura, soprattutto per contrasto, potrebbe adattarsi ad un bouquet di fiori tradizionali. Basta giocare sul colore e sul significato.

Passiamo ora all’uso tradizionale di questa pianta. Come vi abbiamo spiegato è diffusa in maniera autoctona in tutto il mondo. Quindi ogni cultura ha sviluppato indipendentemente il proprio parere sull’efficacia e sul migliore utilizzo di questi fiori. C’è chi punta ovviamente sul suo significato, spiegandone le proprietà narcotizzanti ed allucinatorie. Vi sono ancora altre culture che ne esalteranno l’utilizzo di piccole dosi come integratori dietetici.

E’ un po’ come la camelia ed il gelsomino: la loro valenza cambia a seconda della popolazione che ne parla. La storia ci insegna che la datura fu spesso utilizzata anche a scopi essenzialmente criminali: sia dalle prostitute europee, che in molti casi dosavano sapientemente la semenza per addormentare i propri clienti e derubarli, sia da coloro che volevano spingere le donne a prostituirsi: narcotizzandole appena il necessario per rendere incoscienti della perdita della propria verginità ed iniziandole al “lavoro”.

Photo Credit | Thinkstock

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