La stella di Natale ha bisogno di riposo

di Roberta

Nel nostro clima la stella di Natale conosce una sola utilizzazione, ossia quella di servire come decorazione della casa durante le feste natalizie ed è considerata uno degli omaggi floreali più eleganti per il periodo che corre dal 25 dicembre a Capodanno, epoca in cui le grandi brattee d”Euphorbia pulcherrima si aprono in grandi stelle.

Nelle regioni meridionali e in Riviera, dove il clima è particolarmente mite, la poinsezia può vivere all’aperto e quindi può essere coltivata anche come decorazione del giardino e della terrazza. Tuttavia, è bene ricordare che le piante che vivono all’aperto difficilmente presentano un fogliame altrettanto bello di quello delle piante che vengono conservate in serra, particolare che diminuisce assai il potere decorativo della stella di Natale.

Coltivare la stella di Natale non è difficile, mentre è quasi impossibile ottenere l’apparizione invernale delle grandi brattee colorate se la pianta non può godere di una temperatura costante superiore ai 16° nel periodo ottobre-dicembre.

Vediamo a partire da Natale, epoca in cui è più probabile entrare in possesso di una poinsezia, quali devono essere le cure da riservare alla pianta:

in appartamento il vaso deve essere sistemato in buona luce, ma non al sole, e annaffiato ogni due o tre giorni, ma moderatamente;

alla caduta delle brattee si può continuare a utilizzare la stella di Natale a scopo ornamentale per circa un mese, sinché il fogliame si mentiene verde e fresco; in questo periodo la pianta deve ricevere annaffiature regolari. In seguito, bisogna accorciare tutti gli steli a un palmo dal vaso e portare la pianta in un locale buio e fresco, sospendendo completamente le annaffiature;

all’inizio di maggio si deve procedere al rinvaso utilizzando lo stesso recipiente e terra fresca; dopo il rinvaso, e per tutta l’estate, l’esemplare deve essere posto al sole, annaffiato ogni tre giorni e concimato ogni mese con estratto di alghe;

all’inizio di ottobre la stella di Natale dovrebbe essere ricoverata in serra per provocare la comparsa delle decorative brattee; non avendo a disposizione una serra e se il clima locale è abbastanza mite, si può sperare di portare la pianta alla «fioritura» semplicemente proteggendola con una campana di plastica o con una rudimentale serretta costruita con una intelaiatura di legno e chiusa con tessuto plastico trasparente;

i «fiori» recisi (ossia le brattee) durano a lungo se prima di mettere i rami nell’acqua si lascia defluire il lattice e si passa l’ultima parte del ramo sulla fiamma di una candela.

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