Tignola della patata, insetto parassita

di Valentina

La tignola della patata, conosciuta anche con il nome scientifico di Phthorimaea operculella è un lepidottero fitofago originario dell’America, come le piante delle quali è ghiotto: patate, tabacco e pomodori.

 

Non dobbiamo infatti dimenticare che questi ortaggi sono giunti nel nostro continente solo dopo che Cristoforo Colombo ha scoperto le terre oltreoceano portando con sé sia le nuove verdure che gli insetti che accompagnavano le piante. Gli adulti di tignola della patata possiedono circa 1,2-1,5 cm di apertura alare, e sono delle farfalle con le ali anteriori di colore grigio-brunastro con punteggiature nerastre sparse e dotate di ali posteriori sono più chiare ed uniformi.

Ovviamente, come sempre accade per i lepidotteri fitofagi, il danno è causato dalle larve dell’insetto. Esse, di colore biancastro con delle sfumature dorsali brunastre o rosse attaccano indistintamente ogni parte della pianta. Le foglie si riempiono di mine, i fusti vengono traforati da vere e proprie gallerie. E i tuberi, sui quali il danno appare decisamente maggiore, presentano delle gallerie scavate nel all’interno e rivestite da formazioni sericee biancastre. Le patate in particolare possono essere attaccate dal parassita sia se ancora sotto la pianta che in magazzino. Tutto questo si trasforma in marcescenza per i tuberi attaccati.

La tignola a seconda delle temperature sverna come larva o crisalide, sia nel terreno che nei magazzini, mentre la sua attività ricomincia a pieno ritmo intorno a marzo aprile. E’ un insetto che può dare vita dalle 3 alle 6 generazioni l’anno. E qualsiasi sia la sua frequenza di riproduzione non è un parassita del quale si può semplicemente ignorare l’esistenza. Attenzione: in luoghi molto caldi il numero delle generazioni può essere addirittura più alto. La lotta contro la tignola della patata è guidata ed integrata: essa è di tipologia agronomica, biotecnologica e chimica. Vengono utilizzate prevalentemente delle trappole sessuali per verificare la consistenza della presenza dell’insetto e di conseguenza si decide poi quale tipologia di “arma “ utilizzare.

Photo Credits | mjaud / Shutterstock.com

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