Idrocoltura, come attuarla

Oltre alle piante «grasse» o succulente, sappiamo che le specie da appartamento comprendono esemplari di vario tipo e dalle caratteristiche ben diverse. Delle specie da appartamento in generale abbiamo già parlato diffusamente in molti articoli, con particolare riferimento all’importante quanto delicata operazione delle annaffiature.
Ben sapendo quanto sia difficile e determinante saper dosare la quantità ottimale di acqua per ogni tipo di pianta da appartamento, e per suggerirvi una tecnica di coltura in grado di semplificare, per non dire eliminare, qualsiasi problema o difficoltà legati alla somministrazione d’acqua, oggi voglio parlarvi dell’idrocoltura, ossia della coltivazione in vasi ricolmi di acqua invece che di terra.
Per capire le vaste e reali possibilità di applicazione di questo particolare tipo di coltivazione è necessario tener presente questi due punti:
1) le piante, per vivere, assorbono dal terreno gli elementi organici e minerali disciolti nell’acqua e quindi adatti a essere assorbiti dalle radici capillari;
2) la terra, in sé, ha soprattutto lo scopo di far da sostegno alle radici e di consentire alle specie vegetali, di qualsiasi tipo esse siano, di restare ben ancorate al suolo che rappresenta un vero e proprio magazzino di materiali nutritivi.
Stabilito questo, è facile giungere alla conclusione che
più della terra è l’acqua ad essere indispensabile alle piante,
purché contenga le necessarie sostanze fertilizzanti.
Sulla base di questa considerazione, durante l’ultimo conflitto mondiale si fecero i primi esperimenti di coltivazione in acqua, con l’intento di avere verdura fresca anche in stagione non favorevole, utilizzando vasche sistemate sotto improvvisate serre. Da quei primi tentativi, continuati e perfezionati secondo principi scientifici, si è giunti alla pratica applicazione dell’idrocoltura anche per la coltivazione di piante da appartamento.
Per poter attuare l’idrocoltura sono necessari appositi vasi di vetro (disponibili nelle misure da mezzo litro a tre litri) muniti di speciale coperchio corredato di fori che consentono di farvi passare le radici affinchè raggiungano l’acqua contenuta nel recipiente. Il coperchio ha una certa profondità e forma una specie di ciotola che serve a contenere una buona quantità di sassi, i quali hanno il compito di mantenere ritta la pianta e di impedire al fusto di scivolare eccessivamente verso il basso. Sul bordo del coperchio, infine, si trovano trentuno tacche corrispondenti ai giorni del mese; un chiodino di metallo, inserito al posto giusto, serve a ricordare la data in cui si è effettuato il cambio dell’acqua con l’aggiunta delle apposite pastiglie nutritive che contengono tutti gli ingredienti indispensabili alla vita delle piante: fosforo, potassio, azoto, magnesio, zolfo, calcio, zinco, ferro, rame e manganese.
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