Bulbose, preparazione dei recipienti e metodo di piantagione

di Redazione

Prima di procedere alla piantagione dei bulbi è bene accertarsi della perfetta pulizia dei vasi che li dovranno contenere, ricordando che:

i recipienti che avessero già ospitato altre piante, di qualsiasi specie, prima di essere utilizzati per le bulbose è bene che vengano sottoposti a un’accurata disinfezione consistente nel lavaggio con un detersivo qualsiasi accompagnato da una energica spazzolata sulle pareti interne. Successivamente, dopo aver risciacquato i vasi e averli fatti asciugare, è consigliabile spruzzarli con un insetticida;

in fondo a ciolole e cassette bisogna porre prima uno strato di ghiaia con funzione di drenaggio, poi qualche manciata di sabbia, infine il terriccio già concimato;

sarebbe opportuno che i vasi, una volta preparati come abbiamo detto, restassero in riposo per almeno una decina di giorni prima di mettere a dimora i bulbi, per far sì che la terra si possa ossigenare subendo un benefico processo di ossidazione, cosa che neutralizza l’eventuale azione dannosa derivante dal contallo di particolari sostanze contenute nel terreno con i bulbi.

Per quanto riguarda la coltura delle bulbose in vaso, bisogna tener presente che queste piante non hanno bisogno di molto spazio per ben vegetare e fiorire, senza contare che da un punto di vista decorativo la bellezza di un vaso di giacinti o di tulipani in fiore sta proprio nella ricchezza delle corolle che, per raggiungere il massimo del loro valore ornamentale, debbono formare un vero e proprio cuscino.

Per conseguenza, la piantagione in vaso deve essere effettuata a distanza molto ravvicinala, lasciando un intervallo da sei a dieci centimetri fra un bulbo e l’altro, secondo la struttura e il futuro sviluppo delle specie.

Per i piccoli crochi, i tulipani botanici, le scilla, le chionodoxa, le ixia e i cipollacci (Muscari) basterà la distanza di sei centimetri, mentre gli intervalli maggiori saranno per piante più robuste, come i tulipani normali, i giacinti, i narcisi, la fritillaria, le emerocallidi, e cosi via.

Per mettere a dimora i bulbi è opportuno servirsi dell’apposilo attrezzo che si chiama, appunto, piantabulbi; esso consente di togliere dal suolo una «carota» di terra e di creare così un foro adatto ad ospitare il bulbo. L’uso di queslo attrezzo, che costa pochissimo, evita anche dì comprimere il terreno attorno allo scavo, cosa che si verificherebbe se l’operazione venisse eseguita con una normale paletta. E’ opportuno ricordare che dovendo interrare tuberi o rizomi di forma irregolare, è bene scavare le relative buchette aspostando la terra eccedente e depositandola di lato sino al compimento dell’operazione, sempre per evitare il pericolo di ottenere spazio per il tubero o il rizoma da interrare semplicemente schiacciando il terreno, che dovrebbe essere molto soffice.

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