Calathea, affascinanate come le penne di un pavone

Calathea

L’interesse decorativo di questa pianta è dato dalle caratteristiche foglie ovali che presentano sullaparte superiore della foglia bei dise­gni nelle sfumature del verde e del giallo, ai quali corrispondono sulla parte inferiore della foglia, con un bell’effetto di contrasto, disegni porpora: la forma e la distribuzione di que­sti disegni sulle foglie ricordano per qualche aspetto le penne del pavone. Le calathea sono piante subtropicali originarie del Sudamerica; hanno grande necessità di umidi­tà e di temperature elevate, ma ricompen­sano le cure attente che ricevono con una profusione di belle foglie colorate. Alcune calathea producono anche fiori graziosi. Talvolta le calathea vengono indicate col nome di “maranta“: un tempo, in effetti, molte specie di calathea erano classificate nel genere Maranta, cui sono molto simili.

Se la pianta ha riempi­to il vaso di radici, si rinvasa in marzo, alla ripresa vegetativa, in una buona terra gras­sa ricca di elementi nutritivi. La temperatu­ra non deve mai scendere sotto i 18 °C e la pianta deve essere collocata in un ambiente umido e all’ombra.

Per creare questa grande umidità si mette la pianta su un vassoio pieno di ghiaia ba­gnata e si spruzza acqua quotidianamente. Da aprile a settembre si annaffia abbondan­temente e si concima con un fertilizzante liquido ogni 2-3 settimane. In autunno ed in inverno si annaffia in misura sufficiente a mantenere umida la composta, ma non così abbondantemente come in estate. L’ombra e l’umidità atmosferica so­no vitali anche nei mesi freddi.

Coffea, la pianta del caffè (ma non solo)

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La Coffea, meglio conosciuta come pianta del caffè, appartiene alla famiglia delle Rubiacee ed è originaria delle zone tropicali dell’Africa. Si tratta di una pianta arbustiva o arborea, coltivabile sia in piena terra che in vaso, che può raggiungere un’incredibile altezza.

Generalmente viene coltivata nei Paesi a clima mite, ma non è raro trovare anche alle nostre latitudini degli spendidi esemplari di Coffea, usati per lo più a scopo ornamentale.

Questo genere di pianta, infatti, è particolarmente decorativo, per via delle grandi foglie ovali e seghettate che le donano un aspetto caratteristico. Per non parlare poi dei fiori bianchi raggruppati in grappoli, che lasciano via via il posto a delle meravigliose bacche rosse, contenenti due semi (i chicchi di caffè veri e propri).

Clematis, eleganza e colore in giardino

clematis

Nella scelta della pianta più adatta ad arredare il nostro giardino, siamo spesso condizionati dal clima della regione in cui viviamo o dalla particolare esposizione della nostra casa. Ecco allora una pianta che fa al caso nostro, la Clematis, capace di adattarsi perfettamente a qualunque temperatura.

Questo non significa che possiamo piantare una qualunque specie di Clematis in modo indifferenziato, ma solo che ci sono delle varietà che resistono meglio alle temperature rigide dell’inverno ed altre capaci di sopportare il sole cocente della stagione estiva. Quando selezioniamo la nostra piantina, dunque, dobbiamo tenere in considerazione l’ambiente di messa a dimora, chiedendo ad un esperto del settore quale sia quella che meglio si adatta alle nostre esigenze.

E dopo il necessario preambolo, passiamo alla descrizione di questa spettacolare pianta rampicante, che comprende circa 250 specie sia erbacee che legnose. Il nome viene dal greco klema-atos, ovvero tralcio di vite, e fa riferimento ai piccioli delle foglie che si attorcigliano attorno al supporto per poi arrampicarsi.

Arredare con le piante per vivere “in verde” tutto l’anno

piante d'appartamento

Le piante verdi d’appartamento dovrebbero essere il nucleo centrale di ogni casa perché queste piante rimangono belle e rigogliose tutto l’anno. Dovete garantire loro, però, molta luce: infatti la luce è importantissima nella loro crescita, in quanto l’intensità e la varietà dei colori delle foglie aumenta con l’aumentare della luce a disposizione. Questo è il motivo per il quale le piante che amano l’oscurità, o meglio che hanno bisogno di poca luce, possiedono foglie più opache con un grande spessore di pigmento verde (clorofilla) come potete constatare nelle aspidistra. Le piante frondose e colorate si sono adattate in maniera tale da non avere la necessità di assorbire molta luce solare, per cui hanno poca clorofilla e quindi in esse prevalgono le foglie colorate. Questo spiega perché le piante con foglie variegate perdono le loro caratteristiche diventando più verdi quando le ponete in luoghi scarsamente illuminati. Per lo stesso motivo le piante con foglie colorate tendono a diventare più verdi durante l’inverno, quando la luce del sole è meno intensa.

Di parecchie specie di piante a foglia esistono varietà con foglie variegate, che presentano cioè colori, striature, macchie, sfumature molto belle, con accostamenti di colori e composizioni che hanno qualcosa di veramente strabiliante. A voi resta solo l’imbarazzo della scelta!

Ricordate, però, se intendete coltivare piante specialmente per l’aspetto delle loro foglie, che dovete fare molta più attenzione rispetto alle varietà con foglie ‘normali’. Tenete lontano le piante dalla forte luce del sole e dalle correnti d’aria e fate attenzione a non annaffiarle troppo o troppo poco: entrambe le cose possono rendere le foglie marrone.

Quando spruzzate le vostre piante per aumentare la loro umidità, usate sempre acqua precedentemente bollita altrimenti si potrebbero formare degli antiestetici depositi di calcio sulle loro bellissime foglie. Per tenerle in ordine e di bell’aspetto ripulite periodicamente con acqua bollita le foglie lisce e soffiate via la polvere dalle foglie vellutate o pelose. Evitate in genere i luci-danti fogliari: per alcune piante sono addirittura micidiali.
Foglie striate

Bonsai, alberi in ciotola

bonsai

L’antica arte orientale di far crescere alberi in miniatura gode attualmente di grande popolarità. Quest’arte, nota col nome giapponese di ‘bonsai‘, che letteralmente significa ‘albero coltivato con arte in una ciotola‘, era già in uso nella Cina imperiale dell’inizio della nostra era e da questo Paese si diffuse intorno al XII secolo in Giappone.

Poco si sa delle tecniche usate dai cinesi, fino a tempi recenti esclusive di abili artigiani, basate su un ridotto uso del fil di ferro e su accorte potature di radici e di rami. In Giappone, invece, tale arte fu elaborata da più scuole artigiane alle quali si devono anche la nomenclatura in uso, la raffinata elaborazione dei prodotti e la creazione di stili diversi. In tempi recenti, è sorta in questo Paese una vera e propria industria che ha diffuso nel mondo questi ‘alberi in miniatura’ ma che ha causato un decadimento del pregio ornamentale di tali prodotti.

Kerria japonica, la pianta che viene dall’Asia

kerria japonica

La Kerria japonica è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee, originaria delle regioni asiatiche; è un arbusto a foglia caduca di forma arrotondata, di medie dimensioni che raggiunge i 250 cm di altezza. Possiede fusti sottili, arcuati e ramificati, e produce numerosi germogli.

La Kerria japonica fiorisce da marzo fino a maggio con piccoli fiori di colore giallo dorato con cinque petali, simili a piccole rose gialle; la pianta può essere coltivata in giardini di medie e piccole dimensioni, e anche in vaso, purché piuttosto grandi. Questa pianta deve essere messa a dimora in questo periodo dell’anno e deve essere collocata in posizioni soleggiate, ma sopporta anche l’ombra, anche se le piante messe in questa zona tendono a diminuire la fioritura.

Piante velenose….occhio!

occhio alle piante velenose

Naturalmente per degli adulti responsabili è solo una semplice curiosità possedere una pianta tossica, ma, per essere più prudenti è molto meglio non coltivare piante di tale pericolosità se avete animali e bambini. In ogni caso, se proprio le volete, bisogna assolutamente che teniate queste piante fuori della loro portata e comunque non consentire mai ad un bambino di mangiare le bacche, masticare foglie, succhiare gambi di qualche pianta d’appartamento, in quanto nella maggior parte delle piante velenose, oltre alle bacche è anche pericolosa la linfa del gambo;

Anche piante non propriamente velenose possono procurare guai: per esempio, le foglie della familiare edera, se vengono ingerite in piccola quantità, hanno uno spiacevole effetto purgativo, mentre in grande quantità possono produrre un eccessivo stimolo e persino difficoltà di respirazione fino ad arrivare a provocare il coma nelle persone allergiche.

Le bellissime, marmoree foglie, color verde e bianco, della dieffenbachia contengono una linfa estremamente irritante. L’eventuale assaggio di una piccola parte può causare un doloroso gonfiore alla lingua e alla bocca creando grave difficoltà nel mangiare e nel parlare.

Pungitopo, fiore di buonaugurio

pungitopo

Nel nostro viaggio virtuale alla scoperta delle piante più belle e caratteristiche, ci soffermiamo oggi sul Ruscus aculeatus, meglio conosciuto come Pungitopo. Il nome comune deriva dall’antica usanza di mettere tale pianta attorno alle provviste, in modo da proteggerle dall’attacco dei topi, grazie alle “foglie” spinose e pungenti, appunto.

In realtà, quelle che noi chiamiamo foglie altro non sono che i cosiddetti cladodi, importantissimi per la fisiologia della pianta, perché capaci di provvedere alla fotosintesi clorofilliana al posto delle foglie vere e proprie, che invece sono interrate e disposte sulla parte inferiore del fusto.

In primavera tra i cladodi sbocciano dei piccoli fiori verdastri, che daranno poi origine ai frutti del Pungitopo, rappresentati dalle classiche bacche rosse, visibili in autunno-inverno.

Il girasole, curiosità e altri usi

girasoli significato

Il girasole (Helianthus annus), in inglese sunflower, deve il proprio nome al curioso fenomeno botanico, noto come eliotropismo, che ne conduce i fiori e le foglie più giovani a ruotare durante la giornata in direzione del sole allo scopo di intercettarne i raggi.  Si tratta di un fiore cui vengono comunemente attribuiti significati legati alla gioia di vivere e in alcune culture orientali è considerato il simbolo dell’immortalità. Le civiltà antiche del sud america lo ritenevano la materializzazione terrena del sole divino e, in quanto tale, ne facevano oggetto di culto.

Quello che forse non tutti sanno è che il girasole nel linguaggio dei fiori, oltre ad essere portatore di messaggi di felicità e spensieratezza, è anche consideranto simbolo di amore adorante, ma anche infelice; forse perchè destinato a seguire i raggi dell’agognato sole senza poterli mai raggiungere. Regalare un mazzo di girasoli può inoltre essere interpretato come un gesto che esprime falsità e inconsistenza in chi lo riceve.

Salvia, non solo una spezia

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Nella tradizione popolare la Salvia viene considerata spesso solo come spezia, dimenticando che questa pianta è particolarmente adatta ad ornare giardini e balconi con i suoi fiori dai molteplici colori a seconda della varietà.

Appartiene alla famiglia delle Lamiacee e comprende circa settecento specie, sia erbacee che suffruticose, coltivabili in piena terra o in vaso. Predilige l’esposizione soleggiata ad un temperatura mai inferiore ai 5°C e necessita di annaffiature abbondanti e frequenti, specie nei mesi più torridi dell’anno.

Come detto, la specie di gran lunga più utilizzata è la quella “da cucina”, vale a dire la Salvia officinalis, ideale per condimenti ed insalate, alle quali conferisce un sapore del tutto particolare. E’ caratterizzata da foglie picciolate di colore grigio-verde  e produce fiori viola riuniti in spighe.

Peonia, varietà e cure

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Nella scelta della pianta giusta per il nostro giardino siamo spesso condizionati dal fattore-temperatura, poiché non sempre è facile trovare specie capaci di sopportare i rigidi inverni italiani (specie nel centro-nord). E allora ecco giungere in nostro soccorso la Peonia, pianta dalla fioritura spettacolare e particolarmente adatta ai climi freddi.

Appartiene al genere delle Peoniacee ed il suo nome è legato alla tradizione greco-romana. Peone, infatti, era il nome del medico degli dei, trasformato in fiore dopo aver alleviato i dolori del parto di Latona. La tradizione orientale  racconta invece che la Peonia era il fiore degli imperatori, ai quali era riservato il privilegio di coltivarla e raccoglierla.

Leggende molto diverse tra loro, ma che comunque ci danno l’idea di quanto sia antica la coltivazione della Peonia, usata per lo più a scopo ornamentale per le sue fioriture colorate e molto profumate.

Passiflora, il fiore della passione

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Correva l’anno 1600 (decennio più decennio meno) ed i Gesuiti decisero di chiamare Passiflora un fiore del tutto particolare, che ricordava nella forma i simboli della passione di Cristo. In lui i missionari vedevano raffigurata la corona di spine (la raggiera centrale), i chiodi (i tre stili), la spugna imbevuta di fiele (gli stami) e la frusta con cui veniva percosso (i viticci). Di qui appunto il nome “fiore della passione” (da passio e flos), mantenuto poi da Linneo nella classificazione di metà settecento.

Si tratta di un fiore appartenente alla famiglia delle Passifloracee, che comprende più di 400 specie sempreverdi sia erbacee che arbustive. Proviene dall’America centro-meridionale (in particolare da Brasile e Messico) e predilige il clima temperato, al punto che in molte regioni d’Italia è difficile coltivarla per via degli inverni rigidi.

Nel nostro Paese generalmente si coltiva la Passiflora Cerulea, una delle poche specie capaci di resistere alle gelate dei mesi più freddi. Questa particolare varietà è caratterizzata da un splendida fioritura, che si manifesta da giugno a settembre, con fiori di color bianco-verdastro che possono raggiungere i 12 centimetri di diametro. Spettacolare è poi l’arcobaleno della corona, con filamenti di colori diversi (blu all’apice, bianco al centro e bruno alla base).

Gelsomino, varietà e cure

gelsomino

Quello che chiamiamo comunemente Gelsomino altro non è che una varietà del Jasminum, genere appartenente alla famiglia delle Oleacee, proveniente dalle zone temperate del Pianeta. Si tratta di una pianta arbustiva o rampicante, coltivata per lo più a scopo ornamentale, anche se bisogna riconoscergli delle proprietà officinali (specie nell’industria dei profumi) e omeopatica (contro influenza, mal di testa e raffeddore).

Avere cura di una pianta di Gelsomino è operazione piuttosto semplice, purché si rispettino le esigenze di luce (abbondante, ma proteggendo la pianta dai raggi diretti del sole), acqua (poca in inverno, specie per le piante coltivate in serra) e temperatura (attenzione alle gelate della stagione rigida).

Queste sono le norme generali da seguire per una buona coltivazione,  ma è chiaro che ogni specie di Jasminum abbia delle richieste particolari da presentare alla mano del giardiniere. E allora andiamo a conoscere più da vicino le varietà più diffuse di questa splendida pianta, che appaga la vista e l’olfatto con i suoi profumatissimi fiori bianchi o gialli.

Strelitzia, uccello del Paradiso

Strelitzia

La Strelitzia è uno dei fiori più eleganti offerti dalla natura, sia per la forma assolutamente regale che per la colorazione del tutto particolare. Appartiene alla famiglia della Musacee e comprende cinque specie di arbusti e alberi a palma, che si differenziano per grandezza e tonalità di colore. Venne chiamata Strelitzia a metà del 1700 per rendere omaggio a  Sophia Carlotta di Mecklenburg-Strelitz – grande appassionata di botanica – divenuta regina di Gran Bretagna e Irlanda dopo aver sposato Giorgio III.

La specie più conosciuta è senza dubbio la Strelitzia Reginae (o Uccello del Paradiso), originaria dell’Africa meridionale e caratterizzata da foglie ellittiche dal colore verde brillante e sfumature bluastre, che possono raggiungere i 30-40 centimetri di lunghezza. Uno spettacolo tutto da gustare, insomma, che diventa ancor più piacevole nel periodo della fioritura, quando sbocceranno fiori formati da sepali giallo-arancio divisi da petali blu.

Ci sono poi specie meno conosciute, ma ugualmente eleganti, come la Strelitzia Alba (con fiori bianchi e brattea color porpora) e la Strelitzia Nicolai (con fiore azzurro, lilla o bianco e brattee color rosso scuro).